OMELIE / Omelie IT
06 gen 2026 06/01/2026 - Epifania del Signore
06/01/2026 - Epifania del Signore
Iª lettura Is 60,1-6 dal Salmo 71 IIª lettura Ef 3,2-3.5-6 Vangelo Mt 2,1-12
Oggi il nostro sguardo è rivolto ad una stella, quella cercata, osservata, trovata. Ma chi ha detto ai Magi che una stella può rivelare il Re dei Giudei? E perché il Re dei Giudei è importante anche per loro, che non sono Giudei? Lo sappiamo: hanno avuto lo stesso maestro che ha insegnato a Noè a guardare il cielo per vedere l’arco nelle nubi. In esso Noè ha visto il premio di Dio per la sua obbedienza, benché unico obbediente tra tutti, e da tutti deriso: «Solo tu», gli dicevano tutti, «fa’ anche tu come tutti gli altri». Quei tutti non ci sono più, ed ora egli è l’unico che vive, e vive ancora la vita obbediente.
Un altro mago, di altro popolo d’Oriente, pagato per maledire Israele, è stato ispirato e costretto da Dio a benedire, profetizzando: «Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele» (Nm 24,17).
Dio è Dio di tutti gli uomini, li ama e li vuol riunire tutti, anche quelli che non hanno ricevuto la rivelazione accolta da Abramo. Tutti i popoli sono da Dio amati, e Dio li arricchisce dei suoi doni senza dipendere da nessuno. Il popolo di Abramo ha ricevuto la rivelazione perché adempia la missione di avvicinare anche gli altri popoli alla luce con cui Dio vuol guidarli, per riunirli in un solo popolo che goda la pace. Anch’essi potranno goderla, come tutti gli altri, solo quando seguiranno colui che tiene in mano lo scettro. Questi è atteso da tutti, non solo dal popolo d’Israele.
Essi, i Magi, aiuteranno addirittura il popolo d’Israele a riconoscere il tempo della presenza di colui che avrà lo scettro, mentre, grazie alle loro Scritture, i saggi d’Israele daranno ad essi le indicazioni del luogo dove è nato, e quindi dove cercarlo, dove trovarlo.
Guardavano il cielo, ma egli viene sulla terra. È la terra tutta che ha bisogno di lui. La terra è dominata da uomini che tengono in mano sì uno scettro, ma da chi l’hanno ricevuto? Lo adoperano per opprimere, per far violenza, per esercitare l’egoismo ed arricchire: lo hanno ricevuto dall’omicida, da colui che ha armato la mano di Caino. Lo scettro di colui che deve venire verrà usato invece per purificare dal male, togliendo dalla terra lo spirito di Caino, e unire tutti come fratelli, per rendere tutti figli del Dio dell’amore e della pace, in modo che la loro vita diventi una festa.
Quando i Magi cominciano ad ubbidire alle Scritture d’Israele, benché chi le ha loro rivelate se ne disinteressi, allora la stella li aiuta a completare la loro obbedienza. E così incontrano davvero colui che è la vera stella, chiamata così dalla profezia del mago Balaam.
Non si aspettavano di trovarlo così come l’hanno trovato. Presentandosi ad Erode, lo immaginavano dentro una reggia costruita e popolata dagli uomini. La sua reggia invece è la povertà, e lui non è circondato da servi e cortigiani, non ha autorità per farsi servire, e nemmeno la cerca.
Essi avevano preso con sé dei doni, quelli che si possono porgere ad un re dentro una reggia. Glieli porgono ugualmente, e li ricevono le mani della Madre. Cosa ne farà la Madre, cosa farà Giuseppe di quei doni? Li porteranno nel tempio a Gerusalemme per dire il loro grazie a Dio? Faranno quanto Gesù vedrà fare dalla povera vedova, che svuota tutto il suo piccolo deposito nella cassa delle elemosine?
E per essi, per i Magi, che significa avergli donato l’oro? E anche l’incenso? E infine la mirra? Questa è usata nella stanza degli sposi il giorno delle nozze. Essa accompagnerà il suo amore più grande, quello con cui donerà la vita per la sposa: profumerà il lenzuolo nel suo sepolcro. Essi si dispongono perciò ad amare: costerà loro andarsene di nascosto, umiliandosi, preparati a portare la croce.
L’incenso accompagnerà le sue notti di preghiera e di veglia sul monte e in luoghi appartati. Lo imiteranno, e la loro preghiera salirà come profumo davanti a Dio!
L’oro terrà vivo in lui il desiderio e la volontà di beneficare gli uomini, la cui umanità senza di lui non è completa, non ha pienezza. Non li beneficherà con gli ori, perché nessuno scambi l’oro con un padrone da servire. Li beneficherà con la sua parola, con le sue mani e il suo sguardo, mentre l’oro, ora che viene nascosto nella sua povera reggia, aiuterà essi stessi ad amare la povertà. Sono pronti ad udire con gioia le sue parole: «Beati i poveri in Spirito, perché di essi sarà il regno dei cieli».
Il Regno dei Giudei non arriva nella patria dove tornano, ma il Re del Regno dei cieli sarà sempre con loro, ovunque: a lui solo obbediranno, come hanno ubbidito alla stella e alle Scritture.
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