ME
NU

Chiedono miracoli, cercano sapienza

 

Chiedono miracoli, cercano sapienza

«Noi predichiamo Cristo Crocifisso»

 (1 Cor 1, 23) 


A PROPOSITO DI NUOVI ORIENTAMENTI «RELIGIOSI» 

Gli specialisti in materia parlano di diecimila sètte e gruppi religiosi alternativi presenti negli USA, tutti o quasi trapiantati nei paesi dell'America Latina. Altrettanto numerosi sarebbero in Africa. Quanti nei paesi d'Oriente? 

In Europa si incontrano gli uni e gli altri. Io non sono specialista, né particolarmente istruito al riguardo. La sbirciata che ho dato a questa realtà mi ha sollecitato a due considerazioni.- 

la prima: se nel cuore dell'uomo non c'è la gioia del Vangelo, la sua mente ed il suo cuore vanno in cerca ovunque... 

La seconda: è un dovere per me informare i cristiani, anche se in modo parziale, perché sappiano in quale mondo si trovano e possano difendersi da mentalità perniciose che si nascondono dietro etichette religiose o iniziative umanitarie ecc. 

Certamente io non sono né posso essere completo e nemmeno del tutto preciso, data la complessità e varietà e mobilità vertiginosa di questo 'mondo' che va alla conquista dei giovani soprattutto. 

Forse riuscirò a metterti in guardia da tante novità, che possono esser solo tentazioni, anche se vengono propagandate dai mass-media o dalla pubblicità murale. Ma mia intenzione più profonda però è di sollecitare in te un amore più grande per la tua fede, per la tua Chiesa, o meglio, un amore più vivo al nostro Dio e Padre del Signore Gesù Cristo, unico salvatore per tutti gli uomini, per diventarne testimone lieto, coraggioso, umile e paziente. 

don Vigilio Covi 


Bibliografia

 

 

 

1. PASTORE VIGILANTE

  

Provo grande gioia quando incontro una persona che si mette alla ricerca sincera di Dio. I sogni di successo e le ricchezze o addirittura gli amici lo hanno deluso, oppure non lo appagano pienamente. Se cerca con sincerità ed umiltà mi dà consolazione, come trovassi una porta aperta dall'amore. 

Ma sarebbe doloroso costatare che chi cerca Dio si mette su una strada sulla quale non lo incontrerà mai! E se questo tale è mio fratello, o mio figlio, non tenterò ogni possibilità per aiutarlo ad accorgersi che si sta mettendo nella situazione di imbattersi in delusioni e inganni dai quali sarà ancor più difficile esser liberati? 

Condivido perciò la sofferenza manifestata in varie occasioni dal Papa e dai Vescovi di varie nazioni; anzi, ogni cristiano la condivide.

Il pastore vuole e deve indicare alle pecore la via del pascolo abbondante e nutriente, deve guidare le pecore all'acqua fresca, deve tenere unito il gregge e farlo riposare. Egli vuole impedire che anche una sola delle sue pecore imbocchi una strada diversa, sconosciuta, o conosciuta come pericolosa e senza uscita. Un buon pastore inoltre sta attento all'avvicinarsi del lupo, lo individua per tempo e - se potesse - aiuterebbe le pecore a saper discernere da sé anche il lupo travestito da agnello.

Non è sempre facile neanche al pastore riconoscere il lupo (che talvolta appunto si traveste da pecora), ma non gli è neppure facile difenderne le pecore: ce ne sono di curiose e di disobbedienti, che finirebbero facilmente tra le sue zanne.

Credo ti riesca abbastanza facile trasferire l'immagine alla realtà.

Tra tutte le cose che vengono dette, propagandate, credute e divulgate bisogna discernere quali di esse sono di Dio e quali gli sono estranee o avverse.

Se è vero che ogni uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio è pur vero che quest'immagine può esser deturpata e privata della somiglianza. L'uomo è capace di ribellarsi a Dio e di attirare altri in questa ribellione. Guide cieche non sono buone guide: e il mondo ne ha sempre avute, e ne ha ancora.

Tu conosci abbastanza Gesù Cristo da saper riconoscere in Lui e il pastore e il cibo e l'acqua e la guida sicura, perché Egli conosce il Padre e ci può quindi con certezza condurre ad incontrarlo.

Chiunque altro, per quanto si presenti in maniera attraente, non mi dà garanzie sicure, poiché chi non raccoglie con Gesù disperde! Anche i «pastori» stabiliti da Gesù mi devono far camminare con Lui, col Signore, e non dietro a proprie opinioni o ragionamenti seducenti. Non solo il papa perciò, ma ogni cristiano, si fa carico di camminare alla luce di Gesù e di condurre a Lui tutti gli altri e di badare che chi è con Lui non se ne discosti.

Le persone che cercano, che credono d'aver trovato fontane di vita, che si radunano senza o contro Gesù sono le persone cui noi, cristiani, siamo mandati ad annunciare il Vangelo. Noi non possiamo tacere. Abbiamo riconosciuto in Gesù il vero Salvatore, il vero amico dell'uomo, il vero figlio di Dio, il vero volto di Dio Amore. Non possiamo tacerlo. Lo dobbiamo dire a tutti, se lo amiamo e se li amiamo. Dio è uno solo!

Dobbiamo aprire il nostro cuore anche a quelli che ce lo chiudono, per aiutarli a vedere che pure per essi c'è amore e gioia, che anche per essi c'è un Padre, che anche per essi ci sono fratelli che sanno amare disinteressatamente; ma non apriamo il cuore per lasciarci confondere da loro con bei ragionamenti. Il nostro cuore è aperto quando siamo nella Verità (in Gesù). Essere nella Verità significa anche saper dire: «Stai adorando un falso dio, non quel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo, ma quello che l'uomo cerca di fare a propria immagine e somiglianza».

Per trovare le parole adatte, ad essi comprensibili, può essere utile conoscere la vie su cui si trovano. E' opportuno sapere da quali veleni sono stati toccati per trovare l'antidoto immediato ed efficace, è opportuno conoscere i meandri del labirinto in cui sono nascosti per aiutarli a trovare la via della luce e della libertà. 

Per questo m'interesso, e anche tu t'interessi, a quanto si cela o si manifesta dietro i nomi di sétte e movimenti religiosi o pseudoreligiosi che stanno ora attirando molte persone assetate di vita e verità. 

Dicevo che «può essere utile conoscere», ma non ritengo necessario dover penetrare sempre tutte le loro realtà. La mia mente e il mio cuore è bene siano occupati più stabilmente nella contemplazione della Parola di Dio, nella preghiera, ecc. E' questo l'alimento vero per la mia vita. Altrimenti corro il rischio di divenire un uomo di «reazione» o 'in difesa', più che uomo raggiunto dalla creazione nuova avvenuta in Cristo Gesù. Solo così la mia vita diventa testimonianza viva.

inizio



2. UN SOLO DIO


«Tra le molte persone che ti conoscono, o che hanno sentito parlare di te, alcuni dicono che tu sei buono, altri che sei un despota. C'è chi dice che sei invidioso e geloso, altri che sei generoso. Qualcuno riferisce che sei amichevole e simpatico, altri che dai soggezione. Taluno ti incontrerebbe volentieri, altri si camuffano quando devono vederti, ipocritamente. 

Tu sei uno solo. Come mai tante idee su di te? A chi devo credere? Dovrai dirmi tu stesso di chi posso fidarmi»! 

E' così pressappoco il nostro conoscere Dio. Tutti gli uomini pretendono di poter dire qualcosa su di Lui. E parlano o in base a qualche loro riflessione o in base a qualche loro esperienza interpretata secondo la propria cultura. Così nascono innumerevoli immagini di Dio. Ogni cultura ne genera una, anzi, ogni uomo ne può costruire di nuove. I cinesi vivono esperienze sociali e familiari e personali diverse dagli africani, gli africani dai norvegesi, gli spagnoli dagli italiani, gli italiani del nord dagli italiani del sud, i figli di famiglie numerose dai figli unici, i cittadini dai paesani, gli operai dai professionisti... 

E' comprensibile quindi che esistano molte «immagini» di Dio, e quindi molte religioni, e che continuino a nascerne di nuove. 

Ogni uomo che cerca Dio, se dispone soltanto della propria intelligenza e delle proprie esperienze, s'immaginerà un Dio diverso da quello che altri hanno immaginato. Se egli poi vuol vivere in maniera conseguente alle proprie scoperte inizia una nuova «religione». Se dispone di capacità organizzativi e di denaro può fondare un nuovo movimento religioso! Tu puoi però comprendere facilmente come ogni immagine di Dio scoperta o formulata dall'uomo debba essere inadeguata, se non addirittura completamente errata. Infatti le uniche esperienze di cui l'uomo - ogni uomo - dispone, e su cui fonda i propri ragionamenti per la ricerca di Dio, sono esperienze intaccate dall'egoismo, rovinate dal peccato. Ogni uomo porta in sé qualche impulso egocentrico, ogni uomo è peccatore! C'è un solo Dio, è vero, ma ci sono moltissime «immagini» di Dio, cioè immaginazioni di Dio. Io devo cercare Dio rifiutando tutte le immagini! Come fare? C'è una persona accreditata da Dio stesso: Egli può farmi incontrare Dio, l'unico. Dio si fida di Gesù Cristo. Egli ha dato prova di fidarsi di Gesù Cristo risuscitandolo dalla morte. Della persona di Gesù mi posso fidare. Solo ciò che Gesù mi dice di Dio è garantito da Dio stesso. Di ciò che dicono gli altri devo star attento, e valutarlo in base a ciò che Gesù stesso ha detto e vissuto. L'esperienza di Gesù, senza egoismo, senza peccato, è l'unica che non mi può ingannare. Egli è la strada per giungere al Dio vero e unico, che Egli stesso chiama «Padre». Di Lui afferma che ci vuol comunicare il suo stesso Spirito, per conoscerlo, amarlo, accoglierlo in noi.

E Gesù è venuto per tutti gli uomini, perché senza di Lui tutti resterebbero prigionieri di false immagini di Dio, anche se seguaci di grandi e antiche religioni, anche se generosi adepti di nuove scoperte sensazionali. Dobbiamo però essere attenti a non far troppo riferimento alla nostra esperienza umana quando pensiamo o parliamo di quel Dio che Gesù ci fa conoscere. La nostra conoscenza di Dio non è anzitutto il frutto di sapere e di ragionamenti che pure possono dare un apporto sano e utile (penso alle scienze, alla filosofia, all'arte e in genere alla cultura umana). E' piuttosto il frutto di una vera esperienza': «ciò che abbiamo visto e udito, e le nostre mani hanno toccato ... »' questo è annunziato e questo è ciò che suscita la comunione vera. 

La nostra mentalità e cultura ci può però ingannare: mi spiego con un esempio: di Dio diciamo che è onnipotente. Questa parola gli è attribuita dalla Bibbia stessa, dai profeti e dagli apostoli. Noi perciò, fiduciosi nella «onnipotenza» di Dio, talora desideriamo che Egli faccia morire i violenti, blocchi la mano dei briganti, paralizzi le gambe di chi fa soffrire gli innocenti. La nostra esperienza di potenza è un'esperienza di costrizioni, violenze, imposizioni: senza pensarci tanto attribuiamo a Dio queste caratteristiche della potenza che noi conosciamo. E così addossiamo a Dio le caratteristiche di Satana. 

Come facciamo presto a falsare l'immagine di Dio! Se non vogliamo deformarla dobbiamo sempre ricorrere a Gesù. La potenza che Gesù ci mostra è la potenza dell'amore. Dio può fare tutto: sì, Egli fa tutto ciò che ha deciso, ma Egli decide sempre e solo l'amore. Vuoi vedere la potenza di Dio? devi guardare Gesù in croce. E' all'esperienza che Gesù ha di Dio e del mondo che ci dobbiamo riferire per comprendere il significato di onnipotenza di Dio. Così dovrai fare anche per tutte le altre parole che si riferiscono a Lui: giustizia, misericordia, salvezza, amore, verità ecc. L'esperienza di Gesù è unica, senza peccato, pura su di Lui perciò può fondarsi una sola religione, quella vera: l'unica che piace all'unico Dio!

E Dio sarà contento d'esser conosciuto come Gesù lo ha conosciuto e d'esser adorato come Lui lo ha adorato e amato! 

1Gv 1,2

inizio


3. I GIUDEI CHIEDONO MIRACOLI

  

La sottile intuizione di qualcuno che dice «se siamo figli di Dio dobbiamo possedere un po' della sua onnipotenza» non mi suona affatto nuova. E' simile, se non uguale, a quella che il Vangelo chiama «tentazione». Ricordi Gesù nel deserto? E' stato avvicinato dal pensiero: «se sei figlio di Dio dì a queste pietre che diventino pane!» cioè: dato che sei figlio di Dio esercita la sua potenza! In tal modo veniva propinata un'immagine di Dio «mago» o «padrone»: suo figlio dev'essere mago o padrone. Il figlio di Dio deve poter fare ciò che egli vuole, come con un tocco di bacchetta o con una parola magica. 

Gesù invece «ragiona» in altro modo: se io sono figlio di Dio, resto figlio, dipendo da Lui, che - poiché è mio padre - mi ama e si occupa di me. Se sono figlio, resto figlio! e mi comporto da figlio! 

Anche S. Paolo prende in mano questo problema quando, rivolto ai Corinzi 2 scrive: «I Giudei chiedono miracoli, i Greci cercano la sapienza, noi invece predichiamo Cristo Crocifisso». «I Giudei chiedono miracoli». I Giudei sono coloro che pensano di conoscere Dio e sanno di appartenergli perché fanno parte del suo popolo. Con questa certezza nel cuore essi vantano diritti nei confronti di Dio, ma questo vantar diritti mette in luce il fatto che essi conoscono Dio come fosse un padrone. Un padrone ha dei doveri verso i suoi dipendenti, verso coloro che si comportano bene e lo accontentano. Un padrone deve loro lo stipendio, e di quando in quando dei premi e delle promozioni. E siccome è un padrone che può dominare la realtà egli deve poter dare dimostrazione di sé con dei segni prodigiosi. I Giudei chiedono a Gesù spesso: «quale segno compi perché possiamo crederti?». Essi vogliono vedere segni miracolosi per credere. La loro fede sostanzialmente non è fiducia in Dio, ma nei propri occhi. Non s'accorgono che le opere di Gesù realizzano le profezie, che sono opere divine! Così Tommaso, l'apostolo, dichiara di poter credere solo dopo aver visto e toccato: un prodigio. A lui Gesù dirà con amore: «beati quelli che pur non avendo visto crederanno». Chiedere miracoli a Dio significa non fidarsi di Lui. Egli può certamente compiere miracoli, ma esigerli da parte nostra e condizionare la fede ad essi non è amore, non è fiducia, non è esser figli suoi! Esigere miracoli è condizionare Dio alla nostra ragione: diventeremmo noi i giudici e del segno e di Dio! L'atteggiamento del chiedere miracoli, cioè del cercare segni prodigiosi superiori ed estranei al normale è molto diffuso ancor oggi. Basti pensare o osservare quanti cristiani sono alla ricerca, quasi spasmodica, non della Parola di Dio, ma della parola che giunga in maniera miracolosa: messaggi, apparizioni, locuzioni, come pure l'apertura casuale della Bibbia, non per offrirsi con umiltà a fare la Volontà del Signore - come ha fatto S. Francesco d'Assisi -, ma per provocare una risposta miracolosa di Dio. 

Non intendo con ciò emarginare Gesù Cristo come 'guaritore' di cui parlano molto chiaramente i vangeli, né la missione data da Lui ai discepoli di operare nello stesso senso (Mt 9, 35; Mc 16 ecc.). 

Semmai cerco di lasciarmi condurre dal suo stesso Spirito di figlio a non lasciarmi ingannare nell'uso della «figliolanza divina».

Molte nuove forme di religiosità sono basate sulla ricerca di poteri straordinari, superiori al normale! Tutte le religiosità che vengono importate dall'India e quelle che ci vengono vendute dall'America sono una ricerca del sensazionale, del miracoloso: sia che esso lo si reputi nascosto in noi stessi e possa essere risvegliato con opportuni accorgimenti di 'meditazioni' e di 'ginnastiche' e 'respirazioni', sia che lo si vada a cercare nell'extraterrestre attraverso mediums o sensitivi o riti particolari, presumendo contatti con spiriti, anime, reincarnazioni, oggetti volanti, demoni, personificazioni di inconsci collettivi ecc... Ce n'è per tutti i gusti.... ma non per chi vuol fidarsi del Padre! 

E inoltre mi pare rientri in questo modo di cercare il divino la tentazione - tendenza antica quanto l'umanità - della magia. Essa sta assumendo varie forme anche oggi come sempre: magia bianca, magia nera, magia alta, magia bassa, palese o nascosta o camuffata ipocritamente da parole cristiane o da immagini devote. Ogni magia è la tendenza a voler possedere o far credere di possedere poteri superiori, «paranormali», divini o demoniaci, poco importa! 

2 1Cor 1, 22 

inizio


4. E I GRECI CERCANO SAPIENZA 


Continuo a intrattenerti sulla frase di S. Paolo, che prosegue: «i greci cercano sapienza». La Bibbia stessa ci esorta a cercare la sapienza, quella sapienza che viene da Dio, ci fa suoi amici e confidenti. Quella sapienza che proviene dalla meditazione della parola di Dio ed entra nelle anime umili e obbedienti. 

“Noi parliamo sì di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo...».4 «Cristo Gesù per opera di Dio è divenuto per noi sapienza... ».5 Questa sapienza è detta in greco «gnosi». Ma la sapienza/gnosi cercata dai greci è un'altra. Con questa parola essi intendono la conoscenza della realtà come penetrazione delle cose, dei misteri della vita e della morte al di fuori del rapporto con Dio. 

Sperano di trovare la sicurezza e la «salvezza» nel sapere intellettuale. Questa sapienza umana è orgogliosa curiosità, avidità intellettuale e porta non a cercare l'obbedienza a Dio, ma a fare della propria «conoscenza» un dio! La tentazione è di credere che a questa conoscenza si giunga attraverso una penetrazione delle cose ed esperienze umane concessa solo a persone intelligenti, a spiriti superiori e iniziati da qualche particolare maestro straordinario (vivo o defunto). Secondo queste persone i «poveri ignoranti», «le persone semplici», chiamano Dio quello che invece è la «vera realtà» e che essi definiscono Pura Coscienza o Energia Cosmica, o Realtà ecc. 

Per essi le religioni sono maschere diverse che nascondono tutte la stessa realtà: contengono la verità, ma la nascondono. Bisogna decifrarle per conoscerne i segreti; solo essi ne sono capaci, perché hanno uno spirito superiore. Così essi arrivano a scoprire il vero «lo» che è di essenza divina! 6 Questa «sapienza» si sostituisce a Dio Padre, impedisce l'accesso al suo incontro. Nel mondo antico i greci si distinguevano per questo tipo di sapienza. S. Paolo ne aveva fatto l'esperienza ad Atene, quando i «sapienti» lo derisero e si chiusero all'annuncio del Vangelo. 7 Oggi vari movimenti che si definiscono gnostici fanno riferimento alla gnosi/conoscenza non come la intendeva S. Paolo - frutto dello Spirito Santo -, ma in questa ulteriore accezione ora descritta. Tali movimenti gnostici ed esoterici con origini diverse gli uni dagli altri (chi s'ispira all'induismo, chi al buddismo, chi all'Islam, chi allo spiritismo e persino al cristianesimo ecc.) diffondono la loro comune mentalità, che si può sintetizzare in alcuni punti di fondamentale importanza: Dio non è un essere personale, quindi non può interpellarti, né domandarti qualcosa, non può parlarti e perciò nemmeno tu devi rispondergli! Dio è nascosto in te, e lo devi scoprire: sei tu dio! Noi siamo divini, dio a noi stessi. Tutto ciò che facciamo è divino. Non esiste quindi peccato, e perciò nemmeno redenzione. La Bibbia sbaglia, o bisogna capirla con metodi esoterici. Si muovono su queste strade anche docenti della religiosità infantile per la preparazione degli educatori, che tratteranno allo stesso modo - come esperienza religiosa - sia le tentazioni che i suggerimenti interiori del Signore. E' la conseguenza logica della secolarizzazione. Chi non crede in Gesù deve pur spiegare a se stesso e guidare razionalmente il sentimento religioso innato del bambino. 

Questa ricerca della «sapienza» non è quindi una ricerca di Dio, bensì un tentativo di proclamarsi «dio». Dio non viene incontrato come un «Altro», come «Persona». Si ritiene dio il proprio io profondo o inconscio, si lascia parlare il proprio subconscio, dando attenzione ai propri sogni, ai conflitti interiori, ai desideri; e questo non per valutare se provengono da Dio, per discernere cioè le tentazioni dalle ispirazioni divine - come farebbe un cristiano - ma per cercare l'autorealizzazione egocentrica rifiutando categoricamente la possibilità della croce. 

Una «sapienza» del genere vede un dio terreno, racchiuso nella nostra esperienza umana. Noi invece contempliamo il Padre nostro che è nei cieli! Egli è al di sopra e al di fuori delle nostre possibilità, eppure Egli è Qualcuno che ci ama tanto da darci esistenza, vita e addirittura la sua capacità d'amare. Noi non lo raggiungiamo con le nostre possibilità, ma Egli ci porta in braccio e ci responsabilizza e ci incontra nell'amore. 

Anche senza essere gnostici si può sbagliare strada nella ricerca della vera sapienza. «Gli Ateniesi e gli stranieri colà residenti non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare».8 Quando cerchiamo la pienezza della nostra vita nella cultura, nel sapere, nel conoscere... allora libri e incontri e aggiornamenti e discussioni diventano il pane quotidiano, l'unico alimento che sostituisce l'adorazione e la preghiera. La scienza, l'istruzione, la cultura hanno un ruolo importante anche nella vita del credente, ma non potranno mai sostituire l'incontro col Dio vivo. Al di fuori dell'amore che cerca l'incontro con Dio nella preghiera, nella lode, nell'adorazione e nella disponibilità a fare la sua volontà, non è possibile incontrarlo! 

«Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli! ».9 La fede dunque conduce all'autentica «gnosi» del mondo e di Dio (cfr. in particolare su questo punto la lettera agli Efesini). La differenza di fondo non è tra gnosi e qualcos'altro, ma tra «falsa gnosi» e «gnosi autentica». Questa è data ai piccoli che si aprono allo Spirito Santo. 10


3 Sap 7

4 1Cor 2,6

5 1Cor 1, 30

6 Labreque, Le sette e le gnosi, pg. 141

7 Atti 17 

8 Atti 17,21

9 Mt 11,25

10 Atti 5,32

inizio



5. NOI PREDICHIAMO CRISTO CROCIFISSO


Il Dio vero ha scelto una strada strana, nuova, inaspettata per farsi conoscere e farsi accogliere da me, da te.

Ha scelto la via della croce, la via del donare sé stesso in maniera del tutto gratuita fino alla morte. Egli ha fatto così perché Egli è amore, e nient'altro che amore.

«Noi predichiamo Cristo crocifisso» proclama S. Paolo.

I Giudei chiedono miracoli e i Greci cercano la sapienza: noi non accontentiamo né gli uni né gli altri. Nostro compito non è far miracoli né far bei ragionamenti; noi predichiamo, cioè annunciamo un fatto: Dio ha mandato nel mondo il Figlio, lo ha abilitato ad agire e a parlare in suo nome e gli ha chiesto di amare, e di continuare ad amare persino sotto i colpi degli uomini che gli chiedevano segni e lo interrogavano sulla verità.

E Gesù ha portato l'amore fin sulla croce.

Così noi, alzando lo sguardo al crocifisso, vediamo l'amore, vediamo il vero volto di Dio, la sua unica e vera immagine che gli uomini non possono falsificare, e nemmeno facilmente strumentalizzare. «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto»."

Noi cristiani annunciamo ciò che Dio ha fatto per venirci incontro, per trovarci là dov'eravamo e dove siamo: nella ribellione, nel peccato, nell'ignoranza, su strade sbagliate.

Gli uni chiedono miracoli e poteri per convincersi di Dio, gli altri cercano bei discorsi e ragionamenti sottili, noi annunciamo ciò che è già avvenuto: Dio ci ha amati per primo, Dio ci ama, Dio è amore. Dio non si mostra superiore a noi con segni prodigiosi sì da farci paura o da ingelosirci, Egli ci incontra come uno che ci ama, come un papà. Ci viene incontro in modo che noi tutti, poveri e ricchi, intelligenti e ignoranti, lo possiamo amare.

La storia di Gesù, dalla nascita a Betlemme alla morte sul Calvario è la dimostrazione di questi passi che Dio ha già fatto verso di noi.

Noi non dobbiamo né chiedere né cercare: abbiamo già ricevuto e già trovato. 

Gesù è il figlio di Dio: lo ha riconosciuto persino il centurione che lo ha inchiodato in croce. Noi incontriamo Dio nella nostra esperienza umana quando amiamo, quando offriamo la vita, quando doniamo il nostro tempo, le nostre energie, il nostro essere in maniera gratuita, quando cioè viviamo qualcosa della vita di Gesù.

«Chi ama conosce Dio. Chi non ama non conosce Dio perché Dio è amore»!12 Chi chiede miracoli e chi cerca sapienza può farlo solo perché cerca la propria grandezza e la propria gloria, e diviene occasione di sofferenza per gli altri. Trova queste strade più comode. Dio invece si fa trovare sulla via dell'amore, dell'offerta della propria vita. 

Questa è una strada esigente, che può comportare sofferenza, dimenticare se stessi. E' una strada sicura, ma alquanto ripida. Forse per questo le processioni più lunghe e più rumorose si snodano sulle altre strade, quelle dei poteri paranormali e quelle del conoscere esoterico, quelle delle promesse di felicità terrene e di salvezza sicura propagandate dalle sètte.

Chi ama conosce Dio! E' la strada dei piccoli, dei poveri, degli umili, di chi si fa come bambino, di chi ha il cuore puro, di chi non cerca la propria gloria. 

Chi ama è capace di portare qualche croce e perciò oltre a conoscere Dio per esperienza - perché fa ciò che Dio stesso fa, cioè ama - diviene egli stesso rivelazione di Dio. Chi ama rivela il volto di Dio: continua a rivelarlo agli uomini d'oggi dall'alto della sua piccola croce portata dietro a Gesù e con la forza che viene dall'unione d'amore con Lui.

La croce è scandalo per i Giudei, continua a dire S. Paolo, e stoltezza per i pagani. Chi pensa che Dio sia grande e potente si blocca davanti alla croce, che è debolezza e umiltà. Chi pensa a un dio intelligenza ritiene la croce pazzia e se ne distanzia con orrore.

Ma chi ama trova la croce di Gesù faro luminoso che attrae e che fa comprendere tutta la realtà, dà armonia a tutta la storia individuale e dei popoli, dà potenza alla fede umile, e coraggio per continuare ad amare, seminando così nel mondo lo Spirito di Dio!

Chi ama in questa maniera non è basato essenzialmente su norme morali, né è freddo esecutore di precetti. Non è né retorico né sentimentale, né vive in un mondo di finzioni poetiche. Per grazia di Dio ha perso quel modo di ripetere assiomi del passato ed è libero da mode devozionali ereditate. Queste sono manchevolezza che lo Spirito di Dio illumina e guarisce in chi, amando, trova la croce di Gesù. La croce non è un'apologia, è una grande provocazione costante per tutti (sia per i cristiani che per quanti cadono nelle varie illusioni settarie) alla conversione.

11 Gv l9,37 - Zc l2,10 12

1Gv 4,7-8 6.

inizio


MAGIA BASSA 0 PRATICA


La tendenza - tentazione paradossale dell'uomo è da sempre quella di voler conoscere il nome di Dio non per amarlo come lo amerebbe un figlio, ma per possederlo onde disporre della sua presunta «potenza». Nella propria debolezza e finitezza l'uomo si adatta male. Invece di coltivare fiducia e abbandono in Dio, credendo al suo amore, vuole tenere nelle proprie mani e nella propria mente la sua grandezza per non sentirsi più debole né indifeso.

L'uomo sogna perciò sempre poteri superiori, che poi - con termini più o meno allettanti - chiama paranormali o parapsicologici o con altre parole ancora.

E quando uno s'è ben fissato in questi sogni, poco gli importa chiedere tali poteri anche al demonio, patteggiando con lui. E dato che molte persone sono credulone, anche se istruite, altri spregiudicati sanno approfittarne per guadagnare con facilità ricchezze enormi. Diviene difficile quindi distinguere questo imbroglio psicologico dall'altro, ancora peggiore, inscenato dal mago vero, quello che invoca demoni e spiriti e agisce o parla sotto il loro influsso. 

Lascio la descrizione delle varie forme di magia ad una pagina di Civiltà Cattolica l3: «La più elementare - che è anche quella più comune - è la magia pratica, la quale fa uso di formule arcane, di riti particolari e di filtri, amuleti e talismani per guarire malattie, togliere, fatture, malocchi e sortilegi, ricuperare amori perduti (magia bianca) oppure fare fatture, - anche a morte - a danno di nemici e avversari (magia nera). Della magia pratica fa anche parte la conoscenza del futuro, ottenuta mediante la lettura della mano, dei tarocchi o mediante l'osservazione di una sfera di cristallo...

Perciò i maghi più frequentati sono i guaritori e gli indovini; ma i più costosi sono quelli impegnati in controfatture, talismani e magie di amore. Evidentemente, però, la più costosa è la fattura diretta a procurare la morte di una persona: può giungere fino a 20 milioni; una metà si paga quando si riceve la fattura mortale confezionata dal mago, e l'altra a morte avvenuta!».

«Il fatto più curioso è che ricorrono ai maghi persone che non solo sono non credenti, ma che dichiarano di essere troppo intelligenti per credere alle «favole» del cristianesimo o alle «mascherate» dei preti: è, infatti, un mistero come poi queste persone possano prendere sul serio - tant'è vero che pagano salatamente - ricette magiche, come quella data dal mago Ghimel di Milano alla prof. C. Gatto Trocchi che (falsamente) gli aveva chiesto di ridargli l'amore perduto del marito «affatturato da una giovane».

Ecco la grande controfattura: «Devi uccidere con le tue mani un piccione bianco. Estrai il cuore, legalo con tre capelli di tuo marito. Conserva sette gocce di sangue mestruale e uniscile al cuore, sgocciolandole sopra. Aggiungi questa polvere di Larichea consacrata di cui ho io solo il segreto. Metti il tutto in una scatolina e esponila ai raggi della luna. Quando si è ben seccato il tutto, trituralo e mettilo a sciogliere nel caffè di tuo marito. Sono due milioni e mezzo». «In realtà, se è vero che ricorrono ai maghi ben 12 milioni di italiani, non si può non restare impressionati e sconcertati da un livello così alto di credulità, che rasenta l'infantilismo e la dabbenaggine. E non è da dire che si tratti di persone ignoranti, magari di meridionali non toccati dalla 'modernità'. Scrive a questo proposito la prof. G. Trocchi: «Solo a Milano diecimila operatori magici preparano e spediscono oroscopi planetari, fabbricano amuleti e talismani, annullano malocchi e fatture, tolgono malefici, annientano sortilegi e, debitamente pagati, preparano fatture a morte o fanno 'annodamenti' d'amore. Il mercato dell'occulto muove centinaia e centinaia di miliardi e la fede nella magia non è minimamente intaccata dalla modernità.

Anzi, in moltissime piccole e medie aziende è presente un consulente specifico in magia che opera nell'ombra, sotto l'etichetta di 'consulente'» (L'Europeo, 13-19 marzo 1991, 47; cfr. C. Gatto Trocchi, Magia ed esoterismo in Italia, Mondadori, Milano 1990)».14 Di fronte a queste cose ridiamo o piangiamo? Quanto bisogno c'è di conoscere Dio, il Padre, e l'amore di Gesù! Chi pratica la magia e se ne serve vive nella schiavitù interiore, nella paura, nella menzogna, nell'incapacità di affrontare serenamente la vita con le sue difficoltà e di godere le gioie più elementari, di fare scelte libere e ponderate.

Non mi basta dire che i maghi e la magia sono un imbroglio, se non direttamente del diavolo (là dove è abbinata all'occultismo) almeno dell'uomo profittatone. Devo annunciare che abbiamo un Padre, che Dio ci ama, che Egli conosce il nostro passato e il nostro futuro, che ci guida con amore e noi possiamo e dobbiamo ascoltarlo. E se ci chiede di passare per qualche situazione di sofferenza, anche là c'è un disegno d'amore, benché nascosto. Non dobbiamo evitare a tutti i costi le croci, ma portarle con amore, così da diventare anche noi testimoni del Dio Amore! Né dobbiamo sognare conoscenze e poteri superiori, perché «Ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini».15 «Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio». 16 «Cristo mi ha mandato a predicare il Vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo». 17 


13 La Civiltà Cattolica, n. 3381, pg. 211

14 id. pg. 218-219

15 I Cor 1, 25

16 I Cor 1, 27-29

17 I Cor 1, 17 

inizio


7. MAGIA ALTA 


Trascrivo dalla rivista La Civiltà Cattolica alcuni brani che possono aiutarci a conoscere quest'altra forma di magia. «Per magia alta si intendono oggi le pratiche magiche che portano gli adepti ad accedere ai livelli più alti della coscienza e quindi ai «poteri» che da tali livelli provengono, per mezzo di un sapere esoterico sull'origine del mondo, sulle epoche della storia umana e sulla natura dell'uomo e dell'universo (magia gnostica); si intendono anche le pratiche magiche di evocazione degli spiriti della natura, per chiedere loro servizi pratici o conoscenze segrete o anche per mostrare il proprio potere magico, capace di esercitarsi anche sugli spiriti (magia evocatoria); si intendono, infine, quelle pratiche magiche che mirano a superare la condizione umana di mortalità, e quindi a entrare nel mistero della vita e a impadronirsi della forza vitale , in modo da vincere la morte e assicurarsi l'immortalità (magia rituale). Tali pratiche mirano sia a «programmare» la propria reincarnazione, sia a costruire il «corpo di luce» che dovrà prendere il posto del corpo fisico al momento della morte di questo». 18 «Parlando di magia - è necessario sempre per una migliore comprensione del fenomeno

distinguere tra i maghi che operano da soli, creandosi in tal modo una clientela, ma senza formare attorno a sé un movimento stabile, e i maghi che invece, con il loro ascendente sugli adepti, riescono a formare un movimento vero e proprio, più o meno stabile. Abbiamo così i movimenti magici».

 «Alcuni sono essenzialmente «iniziatici», cioè praticano «l'iniziazione», che è la trasmissione dei «poteri magici» da maestro a discepolo attraverso catene ininterrotte di occultisti che si fanno risalire alla più alta antichità: agli antichi maghi egizi, a Mosè, a Salomone, a Pitagora, ai Templari, ai Rosacroce, oppure a personaggi più recenti, come il conte di Saint-Germain e Cagliostro (1743 o 1749-1795). Questo strano personaggio, guaritore, veggente e imbroglione, che si diceva iniziato all'Ordine dei Rosacroce dal mago armeno Althotas, percorse l'Europa fondando logge massoniche «egiziane» a Londra, a Torino, a Genova, a Trento».19 «I movimenti magici «iniziatici» hanno avuto un grande sviluppo dal Settecento ad oggi. Alcuni sono sorti e sono vissuti ai margini della massoneria ufficiale, come riti massonici». «Ma i movimenti magici «iniziatici» i più forti e numerosi sono quelli che si ispirano ai Rosacroce, una fantomatica «fraternità esoterica» (i Fratelli della Rosacroce) sorta nel Seicento, che è all'origine della massoneria. Il più conosciuto è l'AMORC (Antiquus Mysticusque Ordo Rosae Crucis), un movimento magico di massa che conta probabilmente alcuni milioni di aderenti in tutto il mondo. Esso insegna una tecnica di sviluppo della «coscienza subcosciente» allo scopo di migliorare le relazioni con la Coscienza Cosmica, passando per i 12 gradi dell'Ordine. Si parte da esercizi respiratori, prescrizioni dietetiche, uso di candele, incenso e specchi per risvegliare i sette principali centri psicofisici e così giungere alla chiaroveggenza, all'apertura di un «terzo occhio» e di un «sesto senso» e a fenomeni di lievitazione e di contatto con la Coscienza Cosmica».20 «Una seconda corrente di «movimenti magici» è costituita dalla magia «cerimoniale»: essa pone l'accento sull'efficacia delle cerimonie e dei riti e non sulla legittimità della catena iniziatica». Questi movimenti sono spesso violentemente anticristiani. 

Chi si crede d'essere superiore agli altri perché conosce i «misteri» o perché ritiene di possedere poteri divini o occulti, da cui la maggior anzi delle persone è esclusa, difficilmente potrà aprire il cuore al messaggio evangelico. E quanta difficoltà psicologica o sociale incontrerà chi volesse abbandonare quei gruppi iniziatici o cerimoniali, massonici e gnostici o esoterici per seguire il Signore Gesù? Ma ancora oggi certamente la Parola di Dio ha forza di salvezza e potrà ancora avvenire quanto avvenne ad Efeso durante il soggiorno di Paolo: «Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche magiche e un numero considerevole di persone che avevano esercitato le arti magiche portavano i propri libri e li bruciavano alla vista di tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e trovarono che era di cinquantamila dramme d'argento. Così la Parola del Signore cresceva e si rafforzava».22 Ho visto anch'io la gioia di una persona che ha eliminato i libri e strumenti, che avevano a che fare con arti magiche, e ha allontanato i suoi «clienti». Le è tornata la gioia, è diventata capace di aprirsi alle chiamate di Dio, di prendere finalmente decisioni di fede, di apprezzare e godere scelte di povertà, sperimentando così la vera libertà. 


18 La Civiltà Cattolica, n. 3381, pg. 213s

19 id., o. c, pg. 214s

20 id., o.c., pg. 216

21 id., o. c, pg. 216

22 Atti 19,18-20

inizio



8. NON SI TROVI IN MEZZO A TE CHI CONSULTI GLI SPIRITI 


La curiosità attira giovani e ragazzi, oltre che adulti, a «provare» sedute spiritiche, a fare esperienza di metafonia e di scrittura automatica, di telecinesi e tiptologia, ecc., ecc. 

In queste esperienze vengono invocati spiriti, o anime, o altre entità non ben definite, demoni o angeli che siano. 

Questi «rispondono» o col muovere bicchieri o col battere colpi o col registrare voci su nastri magnetici o con lo scrivere messaggi sulla carta... 

Dove non c'è il trucco o imbroglio dell'uomo, chi risponde a queste invocazioni? I Padri della Chiesa lo dicono con chiarezza: interroghi i defunti e ti risponde il diavolo. 

E il diavolo è padre della menzogna. Quindi, qualunque cosa ti dica, sei imbrogliato. Doppiamente quando accerti che egli ha detto ciò che è veramente accaduto o che accadrà. In tal modo egli guadagna la tua fiducia e poi ti guiderà a peggiori disastri. 

Il guaio è che molti si fanno guidare nelle scelte della vita, anche importanti, da risposte ottenute con questi metodi. 

Si moltiplicano i mediums, i mediatori cioè tra l'uomo e l'«entità» soprannaturale. Si fanno chiamare anche «canalizzatori», perché canalizzano le risposte dell'al di là (metodo detto «channeling»).23 Se qualche medium ti ha predetto il futuro, se qualcuno ti ha letto la mano o le carte o fatto muovere il pendolo sulla tua fotografia o ha osservato per te la sfera di cristallo o pronunciato l'oroscopo e interrogato le stelle e ha indovinato proprio indovinato, che cosa devi pensare, come comportarti? Non ti fidare, non andare la seconda volta. Se ci vai ancora, ne divieni sempre più schiavo. 

Nella tua vita c'è la tua libertà e la libertà di Dio: queste contano! Tu puoi pregare e Dio può ascoltarti e cambiare gli eventi. Tu puoi ascoltare Dio e ubbidirgli cambiando gli eventi. 

Non ti fidare del padre della menzogna! nemmeno quando sembra che dica la verità: ha lo scopo di rovinarti. 

Ricorda cos'è successo a S. Paolo: «Mentre andavamo alla preghiera venne verso di noi una giovane schiava, che aveva uno spirito di divinazione e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l'indovina. Essa seguiva Paolo e noi gridando: "questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza". 

Questo fece per molti giorni, finché Paolo, mal sopportando la cosa, si volse e disse allo spirito: "In nome di Gesù Cristo ti ordino di partire da lei". E lo spirito partì all'istante. Ma vedendo i padroni... ».24 Quel che diceva lo spirito di divinazione della ragazza era vero! era addirittura propaganda per Paolo e per i suoi compagni. Eppure l'apostolo non si fidò di esso. Vuoi fidarti tu? La fede in Dio Padre non può accordarsi con queste pratiche: esse la eliminano dal cuore. Dove Gesù viene accolto questi metodi vengono abbandonati senza rimpianto: creano paure, plagio e dipendenza psicologica, incapacità a prendere decisioni. 

«V'era da tempo in città un tale di nome Simone, dedito alla magia il quale mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. A lui aderivano tutti, piccoli e grandi, esclamando: "Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande". Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le sue magie. Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo».25 

Dio può fare miracoli e può rivelare il futuro. Lo fa come risposta alla fede degli uomini, o come dono gratuito che suscita la fede in Lui. Ma la magia, potere che l'uomo ritiene di possedere in proprio e cerca di esercitare con gesti e formule è un voler conquistare ciò che Dio dà solo come amore, è voler essere dio! Perciò qualunque magia, qualunque «potere superiore» ha a che fare col maligno, che vuol stare nel tuo cuore al posto di Dio. Se hai avuto a che fare con queste realtà invoca il nome di Gesù su di te, chiedi a qualche buon cristiano che preghi con te e per te, chiedi la benedizione nel nome di Gesù a un sacerdote e vivi sereno. E quanto ti è stato predetto non avverrà. Tratta allo stesso modo le lettere a catena, anche se portano il nome di un santo. Invoca il nome di Gesù e bruciale. «Non si trovi in mezzo a te... chi esercita la divinazione e il sortilegio e l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti e gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore».26 

«Alcuni fratelli vennero a trovare abba Antonio per informarlo di alcune visioni che avevano, e per sapere da lui se erano autentiche oppure se venivano dal demonio. Essi avevano un asino che, però, morì per strada. Quando arrivarono presso il vegliando, questi chiese loro: "Come mai l'asinello è morto lungo la strada?". Gli chiesero: "Da chi hai saputo questo?". "I diavoli - disse loro - me l'hanno fatto vedere". Ed essi: "E' proprio per questo che siamo venuti: volevamo interrogarti, per paura di sbagliarci, su alcune visioni che abbiamo e che, sovente, si rivelano vere". Ma il vegliando, con l'esempio dell'asino, li convinse che esse venivano dai demoni».27 


23 Introvigne (a cura di), Lo spiritismo, pg 38s

24 Atti 16, 16

25 Atti 8,9-13

26 Deuteronomio 18, 10-12

27 N. Devilliers, Antonio il Grande, Gribaudi, pg. 79

inizio


9. TANTRISMO 


Hai visto anche tu certamente qualche giovane vestito all'indiana, di bianco o di arancione, capo rasato del tutto o quasi.

Alcuni di essi si professano cantori e adoratori di Krishna! Sono per lo più giovani che si ispirano a teorie e tecniche indù o buddiste. L'India con le sue filosofie misteriose fondate sull'autorità dei guru, esercita un forte influsso fin dal secolo scorso sul nostro mondo occidentale. E da quando il viaggiare è divenuto facile sono stati molti coloro che si sono recati colà a vedere, curiosare , imparare. Inoltre in questo secolo è iniziato un movimento "missionario" da parte di vari esponenti dell'induismo e del buddismo verso l'occidente, l'America e l'Europa.

il mondo indù è molto vario e complesso. Non sono certo capace di esportelo in maniera esauriente e soddisfacente. Ti dico solo qualcosa riguardo alle credenze della maggior parte dei maestri spirituali (guru) che giungono a noi.

Generalmente, secondo lo studioso T. Mezzetti28, gli insegnamenti orientali esportati in Occidente fanno parte della corrente «tantrica», si ispirano cioè al «tantrismo».

Secondo questa corrente, che trae il nome da «tantra», che significa trama, ordito, tela, all'inizio esisteva una Pura Coscienza, un «Uno» in perfetto equilibrio che i semplici possono anche chiamare dio.

Qualcosa ha disturbato l'equilibrio di questo "dio", che si sbilancia. Apparve allora la dualità, positivo e negativo, maschio e femmina, ecc. Le vibrazioni tra queste dualità formarono onde che si intersecarono e solidificarono, dividendo la materia, il cosmo. La divinità è scomparsa, nascosta nel cosmo; il cosmo è la divinità che ha perso la sua forma stabile. "Dio" è impazzito! Nel mondo sussistono ancora forme di divinità spezzata: quella maschile Shiva, quella femminile Kundalini, e molte altre... 

L'uomo è parte di questo cosmo, è quindi apparenza, non realtà, è divino, ma non completo. Egli deve continuamente morire e reincarnarsi fino a che non giunge il giorno dell'unificazione di tutte le dualità. Questo processo è avviato, ma ancora lontano dalla conclusione. 

Per chi desidera c'è una possibilità per giungere all'«Uno» entro questa vita, senza dover subire l'umiliazione di incarnarsi di nuovo chissà quante volte! Tale possibilità è il Tantrismo, che ti porta all'Illuminazione, alla fusione nell'Uno. Guida dei tantrici è Shiva, dio della pazzia e della morte. 

Non spaventarti: queste sono una semplificazione delle credenze che formano la base delle pratiche insegnate dai guru. Non è necessario che tu ci creda! Continuo? 

L'immaginazione sessuale vede la metà femminile di dio (Kundalini) in letargo nel chakra inferiore (luogo immaginario alla base del tronco) - e la metà maschile, il suo amante Shiva, nel chakra superiore (nella testa). Il Tantra (chi pratica il cammino per arrivare all'Illuminazione) vuole risvegliare Kundalini dal letargo onde possa unirsi a Shiva: così avverrebbe l'Illuminazione! 

E' necessario perciò produrre stati specifici di coscienza manipolando la mente. Questo avviene manipolando le funzioni corporee attraverso il controllo del respiro (pranayama), attraverso la posizione delle mani e delle dita (mudra) e del corpo (asana). Inoltre è necessario l'uso del «mantra»: ripetizione di suoni segreti o parole di potenza migliaia di volte al giorno. Il mantra è un nome (generalmente di una divinità indù) incomprensibile, consegnato dal guru al discepolo.

L'uso del mantra ottiene, a lungo andare, la distruzione del linguaggio, che non serve più a comunicare con gli altri, ma per entrare in contatto con le realtà spirituali «cosmiche»! 

Le varie tecniche vengono trasmesse dal guru, che viene adorato dal discepolo. Egli trasmetterà poi i poteri "spirituali" finché il singolo si identifica con il dio Shiva.

Per produrre specifici stati di coscienza alcuni propongono pure la droga e riti sessuali. In alcuni casi questi sono al centro dell'attenzione, perché la polarità del corpo - il sesso - sarebbe la chiave dell'esistenza, antenna capace di sintonizzarsi per captare le energie del cosmo. 

Non ti meraviglierai se il mago o il pranoterapeuta propone il massaggio erotico o il rapporto sessuale. Può far parte della cura.29 Mi basta averti detto queste cose. Se vuoi approfondire ci sono libri e riviste specializzate. Sai ora almeno che ci sono pericoli seri nelle mode orientali. I pericoli li vedo in primo luogo per la fede: in queste credenze non c'è posto per Gesù Cristo: la sua morte in croce non serve a nessuno. E, se gli danno un posto, come vorrebbe fare Sai Baba, il guru che fa miracoli e che è adorato anche in Italia da 5000 persone, è un posto molto marginale, un posto che serve a farsi propaganda tra cristiani poco avveduti.

Ci sono pericoli anche per la psiche: chi pratica la Meditazione Trascendentale e altre tecniche simili (Istituto di Massimo Rendimento, ecc.) corre rischi seri per la sua salute mentale.30 Anche chi pratica sistemi yoga o zen può venire facilmente distolto dalla preghiera vera, dalla fede, dall'incontro con Dio, dall'esercizio dell'amore; egli cadrà con estrema facilità nel narcisismo, nel ripiegamento su di sè.31 


28 T. Mezzetti, Tantrismo, Medicina alternativa e cristianesimo, Perugia 1990, pg. 3

29 La Civiltà Cattolica, n. 3381, pg. 212

30 T. Mezzetti, o. c., pg.11

31 La Civiltà Cattolica, n. 3355, pg. 13.15; Comunità terapeutica S. Luca, Yoga-Zen, Meditazione Trascendentale e Vita Cristiana, 1987, pg. 32

inizio



10. PRANOTERAPIA? NO, GRAZIE.


Le credenze tantriche e simili col loro sottofondo panteistico non sono sempre racchiuse in un guscio religioso in modo da poterle con facilità identificare per difendersene. 

Esse incontrano con facilità e soddisfano coloro che sono in cerca di miracoli e di «sapienza», coloro che sognano conoscenze penetranti la realtà e vogliono poteri straordinari. Questi «poteri» sono richiesti per soddisfare soprattutto il bisogno di salute fisica e psichica, ora che la medicina «normale» si trova quasi impotente ad affrontare i disturbi da stress e i tumori. La grande disponibilità di denaro permette di cercare nuove strade per la guarigione... e fa spuntare i guaritori come funghi! Essi cosa fanno? Essi si servono delle «conoscenze» dettate dalle credenze tantriche, e siccome sono così nuove e strane riescono avvincenti! Fanno uso dell'«energia cosmica», talora chiamata pure «magnetismo» o «bioplasma», o «fluido», «prana», «energia vitale», «ch'i», ecc. Per usare quest'energia al fine di guarire corpi e anime malate bisogna convogliarla sul paziente. Lo si può fare con piramidi o altri strumenti che la fantasia può inventare, oppure lo si può fare «esercitando i sette chakra» come scrive il presidente dell'Associazione dei Pranoterapeuti Italiani, L. Muti: «per divenire pranoterapeuti bisogna potenziare le facoltà paranormali... Ad ogni chakra vien data una parola sacra da utilizzare come chiave nel processo del loro risveglio, insieme alla contemplazione di determinate figure divine indiane».32 

Come vedi siamo in pieno tantrismo, siamo nel cuore del paganesimo, realizzato alle spalle dei poveri ammalati! Essi ritengono che l'energia vitale - che dovrebbe guarire le malattie (energia immaginaria! quella del dio impazzito!) - debba venire convogliata nelle mani, nelle dita, nei gomiti del pranoterapeuta e ridistribuita sul corpo del malato. I modi di usare mani e gomiti si rifanno a quei metodi (mudra) proposti dal Tantra per risvegliare le divinità dal loro letargo!

Non siamo lontani da queste credenze o altre simili nemmeno nell'agopuntura cinese: essa si basa sull'esistenza di un'energia vitale chiamata Ch'i e sull'esistenza di «14 meridiani» (invece dei 7 chakra) o canali o linee invisibili sotto la pelle.

L'energia è controllata da Yin e Yang, poli universali positivi e negativi. La malattia è mancanza di equilibrio tra i due poli. Per avere l'equilibrio, cioè la salute, bisogna pungere alcuni punti attraverso cui passa l'energia vitale! 

I Medici cinesi non hanno trovato una base scientifica a queste credenze. La base sembra stare nell'astrologia e nelle svariatissime forme di superstizione da cui il popolo cinese è avvolto. Sembra che i principi dell'agopuntura anestetica si fondino invece su basi scientifiche.33 Altre medicine alternative, pur non avendo il tantrismo come matrice, ma nemmeno basi scientifiche sperimentabili, sono nella tentazione di avvicinarsi a quei «poteri» superiori che fanno capo alla magia. Qualcuno perciò parla di facili mescolamenti di occultismo, astrologia e magia (carte, pendolo, sfere, invocazione di demoni, oroscopi, ecc.) ovviamente all'insaputa dei pazienti, anche nell'iridologia, nell'omeopatia, ecc. 34 

Ci sono invece dei cristiani che pregano per persone sofferenti e pregando impongono le mani. Questi cristiani, fedeli e obbedienti a Gesù e alla Chiesa, si rifanno alle parole del Signore e degli Apostoli che esortano a prendersi cura dei malati per la loro guarigione: «Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome... imporranno le mani ai malati e questi guariranno».35 Questi cristiani sanno che la preghiera fatta con fede tocca il cuore di Dio. Ed Egli, se vuole, guarisce il malato portandolo soprattutto alla fede o ad un rinnovamento della fede. 

Essi sanno che non sono le loro mani a guarire, né un'Energia cosmica o un fluido, né un prana. Sanno che Dio ascolta la preghiera: il gesto di imporre le mani completa ed esterna la preghiera e la fede nella parola del Signore. E' obbedienza a Lui. 

Questi cristiani non si possono chiamare pranoterapeuti. Essi non vanno confusi con quei pranoterapeuti che magari consigliano anche di pregare ecc. mentre essi pongono la loro fiducia nel prana o fluido che ritengono di possedere. Strumentalizzano così la preghiera per aver facile accesso alla buona fede della gente. C'è tanta confusione in questo tempo su questo argomento. Come distinguerli? Occorre discernere senza lasciarsi tanto influenzare dall'effetto (guarigione o meno), né da modi di dire come: «Fa' del bene». Si discerne per Spirito Santo, il quale rivela se Gesù è veramente il Signore in una determinata situazione. Quelli che agiscono da veri cristiani e pongono fiducia in Dio per le guarigioni non si fanno pagare, non si fanno propaganda, non tengono uno «studio» o ambulatorio apposito, ecc. Essi si distinguono per l'umiltà, la preghiera, la riservatezza, la gratuità e l'obbedienza alla Chiesa. Possibilmente non pregano da soli, ma in gruppo, almeno in due, secondo il desiderio di Gesù: «Se due di voi si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà».36 


32 L. Muti, Viaggio nel mondo dell'ignoto, pg. 126

33 3E. Kremer, Gli occhi aperti... pg. 69-75

34 E. Kremer, o. c., pg. 64ss - T. Mezzetti, o. c., pg. 39

35 Mc 16, 17.18 - A t 5, 14-16; 19, 11-12 - Gc 5, 14-16

36 Mt 18, 19

inizio



11. NUOVA ERA 


Dagli Stati Uniti giungono novità.

Ridurre il tutto in poche righe non mi è facile. Cerco comunque di farlo, a costo di apparire un po' semplicistico. Nel 1975 è uscito allo scoperto in quella nazione un movimento che fino allora si diffondeva e agiva segretamente, movimento generato dai sincretismi della Società Teosofica. Questa Società, nata nel 1875 mescola tradizioni induiste e buddiste con elementi dello spiritismo, dell'occultismo, dello gnosticismo. Il nuovo movimento si chiama New Age Mouvement, Nuova Era dell'Acquario. Le sue pubblicazioni sono edite dalla «Lucis Trust», nome nuovo dell'editrice «Lucifer P. Co.». Nel 2000 l'equinozio primaverile della Terra avverrà in costellazione dell'Acquario, dopo esser avvenuto finora in quella dei Pesci. Gli 800 gruppi diversi e separati - originatisi in questo movimento interpretano questo fatto all'incirca così: siccome il pesce è il simbolo dei cristiani, ora inizia una nuova era che sarà dominata da un altro spirito, non più quello cristiano, da un altro messia. Quest'altro Messia potrà forse essere donna, si chiamerà Maitreya. La Nuova Era dovrà fare pulizia del cristianesimo e imporre una nuova religione universale, senza libertà religiosa. Il mondo dovrà esser liberato dai modelli di pensiero negativi, quale il sistema di fede di ebrei e cristiani. 

La Nuova Era stabilirà un mondo unificato con ordine politico e sociale ed economico mondiale.

Con l'aiuto di Meditazione Trascendentale, Yoga e psicotecniche varie si potrà vivere senza problemi. Perciò la NE incoraggia le persone ad alterare la propria coscienza con manipolazioni psicologiche e mezzi occulti. Alcuni potranno così scoprire di avere poteri divini e altri potranno farsi guidare da entità superiori (channeling ... ).

Nelle teorie e nelle pratiche i gruppi aderenti a NE mescolano scienze occulte, terapie mentali, esperimenti paranormali, astrologie, magie, mediums, guaritori, macrobiotica, ecc...

Infiltrano e strumentalizzano movimenti pacifisti, ecologisti, femministi, ecc. Cercano di camuffare le loro dottrine e di mimetizzarle per infiltrarsi nella Chiesa, a cominciare dai bambini e dai giovani. Si servono per questo di giocattoli, cartoni animati, films, fumetti, giochi di gruppo, musica, ecc.

Nel mondo degli adulti suscita nuovi interessi: «educazione olistica», «meditazioni» varie, corsi per capi dell'industria, medicine alternative, musicoterapie, ecc. ecc. Le dottrine vengono diffuse anche tramite libri, tra cui alcuni "Vangeli" dettati - a loro dire - da Gesù Cristo stesso col metodo del channeling. 

Naturalmente questi «Vangeli» sono l'opposto del vero Vangelo.37 Gli insegnamenti proposti sono un miscuglio di tantrismo e gnosticismo: non esiste un «dio» «persona», non c'è Trinità, Gesù non è l'Unigenito Figlio di Dio, Egli non è morto per i nostri peccati, non esiste peccato, non c'è paradiso né inferno, la Bibbia è piena di errori, ogni uomo è dio; ognuno risveglia la propria divinità attraverso la coscienza; non esiste concetto di bene e male, ecc. Simboli scelti e usati da questo movimento sono la svastica (croce uncinata), il numero 666 (indicato nell'Apocalisse come il numero dell'Anticristo), e l'arcobaleno. 

Questo movimento è lontano o vicino? Negli USA raccoglie 27 milioni di persone. In Germania sembra avere qualche milione di aderenti. In Italia ne parlano programmi televisivi, rotocalchi, pubblicazioni. A Monza viene pubblicata la rivista, apparentemente musicale, «New Age music». La nuova musica proposta deve «riedificare» l'umanità per «un Duemila atteso come termine dell'Era dei Dinosauri ed inizio dell'Era della Coscienza».38 E' difficile seguire e individuare le varie infiltrazioni nella mentalità comune: uscirà allo scoperto e ci troveremo in mezzo a un nuovo campo da evangelizzare: un campo molto spinoso e difficile, un campo dove agisce direttamente Satana, invocato esplicitamente. 

Sembra che uno degli scopi che si prefigge il movimento sia di consacrare appunto il mondo a Lucifero. 

Non ci spaventiamo, né ci allarmiamo.

Il Signore Gesù ha dichiarato: "Io ho vinto il mondo".

Noi serviamo il suo Regno e disponiamo dell'assistenza dello Spirito Santo e della forza del suo Sangue. La nostra missione nel 2000 vedrà all'orizzonte anche questo campo per la semina della Parola. 

E lo avvicineremo con coraggio, come figli della luce che non hanno nulla da nascondere, anzi, sapendo di avere tesori di grazia con cui arricchire tutti, i tesori nascosti in Cristo Gesù crocifisso.39 


37 M. Introvigne (a cura di), o. c., pg. 49

38 A. Staiti, New Age music, Monza, n. 2, 1990, pg. 47

39 cfr. T. Mezzetti, o.c. - M.B. Schlink, o.c. - M. Introvigne, o.c.

inizio



12. I TESTIMONI DI GEOVA E ALTRI 


Ci sono anche gruppi «religiosi» che si dichiarano cristiani, ma che in realtà non lo sono anche se ritengono di essere gli unici veri cristiani. Tra questi il gruppo che più si fa sentire è quello dei Testimoni di Geova. In cosa consiste il loro essere cristiani? Sostengono che la SS. Trinità è invenzione satanica, residuo di dottrine babilonesi, che Gesù non è Dio, ma l'Arcangelo Michele diventato uomo, che lo Spirito Santo non è "persona" divina. E' questo l'esser veri cristiani? 

Per sostenere queste affermazioni è necessario «tradurre» la Bibbia tenendo conto di queste «verità». La loro bibbia porta il titolo «Traduzione del nuovo mondo delle Sacre Scritture»: non possono chiamarla Bibbia perché potrebbero essere denunciati per falsificazione dei testi. Moltissimi passi sono tradotti con evidente malizia per travisare il significato reale. Dato che Dio non è Trinità, la Chiesa Cattolica è satanica, perché adora un "dio" pagano. E perciò i Sacramenti della Chiesa sono azioni sataniche, i suoi rappresentanti papa, vescovi, sacerdoti - sono rappresentanti di Satana, e i Santi sono i migliori rappresentanti della chiesa satanica! Ce n'è abbastanza per vedere qualche caratteristica del loro essere «cristiani». Ma è proprio una religione quella professata dai Testimoni di Geova? Per quanto ne so, esiste una casa editrice negli Stati Uniti d'America con filiali in più di 200 nazioni, un'Editrice lavora come Società per azioni. Il Corpo Direttivo eletto dagli azionisti formula poi le dottrine proposte alla fede dei Testimoni di Geova, e per questo vengono stampate e quindi vendute.

La «dottrina» più forte e costante è che solo questo Corpo Direttivo chiamato «schiavo fedele e discreto» del dio Geova può dare il nutrimento spirituale di Geova ai suoi fedeli. Essi perciò acquisteranno tutti i prodotti editoriali della Società Torre di Guardia e non leggeranno null'altro, né libri, né giornali, né riviste. Si possono solo permettere di consultare qualche dizionario messo a disposizione nella Sala del Regno.

Sono organizzati a gruppi detti Congregazioni, si tengono reciprocamente sorvegliati e incitati ad acquistare i prodotti per rivenderne il numero più elevato possibile e fare nuovi adepti. 

Sono isolati psicologicamente e praticamente dal resto della società, che è loro descritta come satanica e diabolica.

Costretti a leggere soltanto e tutto ciò che viene dalla Società Torre di Guardia, costretti a non salutare i loro ex-fratelli, costretti a non partecipare alla vita sociale e culturale e men che meno politica (votazioni proibite!) attendono l'avvento del Regno Teocratico: il regno di Dio, che verrà stabilito sulla terra dopo la grande distruzione di tutti quelli che non fanno parte del loro gruppo (battaglia di Armaghedon). Dio allora li governerà tramite 144.000 eletti, la Classe Regnante; potranno così vivere tranquilli per mille anni. Poi si vedrà. L'attesa spasmodica di Armaghedon li fa gioire per ogni terremoto e catastrofe e li fa investire i risparmi e guadagni nelle opere della Società, che resisteranno alla distruzione! La Società Torre di Guardia non partecipa a risolvere i bisogni dell'attuale umanità, ma acquista fabbriche, palazzi, ecc. Un'attesa strana. 

Veri cristiani si professano pure i Mormoni, "Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni". Accanto alla Bibbia, anzi sopra di essa pongono il libro Mormon, ipotetica decifrazione di alcune tavole trovate sotto terra da Smith Joseph (1805-1844).

Mi si sono presentati come «missionari laici» due giovani. Raccoglievano fondi per la missione. Erano seguaci del Rev. Moon: un coreano nato nel 1920, dimorante negli Stati Uniti. Dichiara di realizzare finalmente lo scopo per cui Gesù è venuto sulla terra: formare la famiglia-base per ristabilire il Regno di Dio sulla terra.

Gesù è morto prima di riuscire nel suo intento. Moon invece è riuscito con la sua quarta moglie. La sua organizzazione si chiama «Chiesa dell'unificazione mondiale del cristianesimo». In Italia stampa la rivista Nuova Era.

La «Chiesa interiore dello Spirito di Cristo» o «Chiesa del rimpatrio di Cristo» o «Vita universale», obbedendo ad una «Profetessa» tedesca, mescola cristianesimo, gnosticismo, ecologia e medicine alternative. Accusa la Chiesa Cattolica, come del resto fanno tutti questi movimenti, di falsificazione del cristianesimo.

Dobbiamo spaventarci? S. Pietro scriveva già ai cristiani del primo secolo: «Ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresia perniciose, rinnegando il Signore che ci ha riscattati e attirandosi una pronta rovina».40 E S. Paolo: «Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall'ipocrisia di impostori ... ».41 «Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l'hai appreso... ».42 


40 2 Pt 2, I

41 1Tim 4, 1

42 2Tim 3,14 

inizio


13. SETTE ELETTRONICHE 


La cristianità non si presenta sempre con le caratteristiche che Gesù ha voluto dare: unità fondata sull'amore reciproco ricevuto dallo Spirito di Dio Padre: «da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».43 Purtroppo ci sono sempre stati, fin dai primissimi secoli, gruppi più o meno numerosi di cristiani che, per i più svariati motivi, si sono fatti dissenzienti - anche con l'uso della violenza - dai loro fratelli. 

La Chiesa di Gesù Cristo, simboleggiata dalla rete che non si spezza benché piena di 153 grossi pesci 44 non può di fatto dividersi: uno solo è il suo Signore, uno il Padre, uno lo Spirito Santo che la anima. 

Ma i cristiani, peccatori, si dividono gli uni dagli altri. E così siamo oggi di fronte allo spettacolo di chiese o denominazioni cristiane o addirittura sètte che si fronteggiano, che si offendono reciprocamente: e lo fanno in nome di quei Gesù Cristo che è morto anche per questi peccati e chiede al Padre l'unità dei suoi: «che siano perfetti nell'unità, perché il mondo creda che Tu mi hai mandato».45 A dire il vero oggi c'è anche tanta volontà di unità tra i cristiani di chiese diverse, tante iniziative di preghiera, di dialogo, di reciproco aiuto e di impegno comune a risolvere i vari problemi dell'umanità. Questa tensione all'unità nel nostro secolo ha preso il nome di «ecumenismo». 

Questo Movimento Ecumenico, che vede impegnata la Chiesa Cattolica e molte altre chiese cristiane, ha già portato grandi frutti nell'abbattimento di barriere psicologiche e intellettuali, nel chiarimento di pregiudizi e preconcetti. Ci si è accorti che tutti quelli che credono in Gesù Cristo come Dio e Signore sono fratelli, anche se ancora non del tutto d'accordo su qualche aspetto della dottrina evangelica e sulle sue conseguenze pratiche. 

Il riconoscersi fratelli, il riconoscere reciprocamente valido e legittimo il battesimo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo fa nascere e crescere la gioia dell'incontrarsi, dell'aiutarsi ad ascoltare la Parola di Dio e ubbidirla, del donarsi reciprocamente testimonianze di fede e di amore, del mettersi insieme in ginocchio a pregare, lodare e benedire il Dio Padre del Signore Gesù. 

La divisione rimane ancora uno scandalo, un limite indiscutibile alla luce che Dio vorrebbe diffondere sul mondo tramite i suoi figli.

Alcuni gruppi di credenti in Cristo Gesù conservano tuttora un comportamento settario ritenendo di essere gli unici detentori della verità e della pratica evangelica. Tra essi spiccano oggi in particolare quei gruppi chiamati «sètte elettroniche». Queste sorgono in seguito alla predicazione di qualche pastore famoso (di solito in ambito protestante) e si diffondono tramite radio, televisione, libri. Dispongono di ingenti mezzi finanziari, anche perché talora sono strumentalizzate e perciò sostenute da società multinazionali. 

«La Texaco considera inestimabile l'aiuto offerto dai membri dell'ILV (Istituto Linguistico de Verano) e annualmente verserà una somma a questo ente fino a quando rimanga nel paese (Ecuador), dato che non ha preteso niente per i servizi prestati».46 

L'ILV si occupa principalmente di traduzioni bibliche.

Quali servizi ha prestato alla Texaco? La consegna della zona abitata dagli indios Huaorani alla compagnia petrolifera.46 I predicatori, che fondano e presiedono gruppi «cristiani», indipendenti tra di loro, propongono in genere l'adesione a Gesù Cristo, ma ignorando l'incontro con Lui attraverso i santi Sacramenti e l'inserimento concreto nella Chiesa, Corpo di Cristo.

Anzi, tali predicatori sono non solo critici, ma avversari accaniti della Chiesa Cattolica e di tutte le chiese ufficiali. 

Molti giovani cattolici, assetati di un incontro personale con Gesù accettano l'invito di queste sètte. Gesù sì, Chiesa no.

Perché?! In certi casi questo atteggiamento può esser stato provocato da un concetto troppo unilaterale di chiesa per cui è mancata loro una proposta spirituale chiara ed esigente o un esempio da parte dei loro fratelli cattolici.


43 Gv 13, 35

44 Gv21,11

45 Gv 17,21

46 P. Canova, Un vulcano in eruzione, Emisud Bologna 1987, pg. 139

inizio



14. POLITICA 


E' un tema molto complesso, riflettuto e dibattuto. Non è mio intento fare un trattato di politica: non sono minimamente preparato. Mi pare però opportuno dire una parola sull'influenza che le sétte possono avere in questo campo ed anche come esse possono essere sfruttate. 

La politica è gestita dagli uomini. Nessuna meraviglia perciò se in questo ambito lavorano persone che si lasciano influenzare da maghi e credenze religiose esotiche, da filosofie basate su superstizioni, da religioni nuove, nonché dalla sete del potere che giunge ad usare tecniche di manipolazione della personalità. 

Secondo Mons. Casale gli strati alti della società, la classe dirigente, è attratta dalla teosofia, dall'antroposofia e dai culti orientali, dove «la religione è assorbita dalla filosofia e la fede dalla ragione».47 Alle logge massoniche infatti partecipano frequentemente uomini politici. Uomini politici hanno dichiarato in pubblico di aver interpellato maghi e maghe prima o durante i loro lavori parlamentari italiani! Non è solo la ragione ed il buon senso che prendono piede nei luoghi importanti come le assemblee legislative! Il Presidente U.S.A. Bush si è fatto assistere e sostenere 'spiritualmente' da un famoso predicatore di una setta elettronica nel prendere la decisione d'iniziare la guerra del Golfo (1991). 

Ma la politica va oltre. 

Il segretario di Stato americano Rockfeller, in una conferenza tenuta a Roma nel 1969 ha detto apertamente che in America Latina bisogna «sostituire i cattolici con altri cristiani».48 Sembra che la politica statunitense p. es. tenti di sfasciare l'unità dei popoli quando vuole imporre la propria legge economica: per farlo non esita a servirsi anche delle sètte e a finanziarle a questo scopo.

Ma succede anche questo: il presidente dell'Ecuador, Roldòs, e quello del Panama, Torrijos, sono periti in misteriosi incidenti aerei nel 198 1, poco dopo aver firmato decreti di espulsione di una setta religiosa. Questa setta era sostenuta da una potente compagnia petrolifera, cui aveva prestato preziosi servizi. 49 Vari programmi politici statunitensi - certamente per favorire l'espansione della propria potenza economica - prevedono di cambiare nel mondo il concetto di uomo, l'immagine che l'uomo ha di se stesso. 50 In questo programma s'inserisce ottimamente il movimento Nuova Era (New Age). Nel n. 2/1990 della rivista «New Age» diffusa in Italia si legge, a proposito della musica: «La musica della Nuova Era anticipa nuovi modi di considerare l'esistenza stessa e tutti i suoi valori naturali e culturali».51 

Per realizzare questi scopi serve pure la droga (progetto della C.I.A. "MK ultra": diffondere centinaia di milioni di dosi di LSD a soggetti inconsapevoli. La religione più difficile da coinvolgere è la cristiana (chiese ufficiali e cattolica in particolare), che, nel proclamare la Signoria di Gesù Cristo, difende pure la libertà e dignità dell'uomo e promuove l'unità e l'autonomia dei popoli per una loro crescita umana e sociale. 

Dentro questa politica si trovano a lavorare anche i politici cristiani. Qui essi devono testimoniare la loro fede e l'amore di Dio per l'uomo. Essi vanno sostenuti e incoraggiati a non lasciarsi abbattere da insuccessi e calunnie. Talora essi sono veri martiri, missionari che lavorano in ambiente pagano, ostile, impenetrabile: ambiente dove domina il dio Mammona, pronto a distruggere l'amore per gli uomini e l'amore tra gli uomini. 

S.Paolo fa questa raccomandazione a Timoteo: «Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità».53 


47 Messaggero di S. Antonio, dic. 90, pg. 17

48 P. Canova, o. c., pg. 128

49 id., pg. 136; 140

50 Adessa, Ist. Schilier, convegno GRIS Bergamo, 15.9.91

51 A. Staiti, o.c., pg 47

52 Adessa, o. c.

53 1Tim 2,1-2

inizio



15. CHE COSA MANCA 


Che cosa cercano e che cosa trovano le persone affascinate dalle sètte o dai nuovi movimenti religiosi? Tutti noi siamo alla ricerca della pace interiore e della felicità, dell'armonia e della sicurezza. Anche quelle persone che si sentono attratte dalle sètte e dai nuovi movimenti sono persone che - per avere gioia e felicità - hanno bisogno di comunità, calore, amicizia, fraternità, hanno bisogno di sentirsi utili, accolti, tollerati, aver sicurezza e protezione, guida spirituale, ecc. 

Nella situazione odierna, dove la convivenza è un agglomerato di persone che vivono accanto senza conoscersi - e spesso anche l'appartenenza a una chiesa lascia nell'anonimato, nell'isolamento -, diviene spontaneo desiderare il piccolo gruppo, la cerchia ristretta dove si possa esser qualcuno. 

Le sètte e i gruppi dei nuovi movimenti religiosi sembrano offrire questa attenzione ai singoli individui, il sostegno in piccole comunità unite. Così suppliscono pure alla mancanza di unione spirituale che si registra così spesso persino all'interno della famiglia tra i coniugi e tra genitori e figli. 

Questi gruppi offrono risposte semplici e «Sicure» alla domande vitali e religiose. Le loro direttive sono chiare, talora sono nuove verità, provate dall'autorità morale di qualche personaggio o da qualche «rivelazione» nuova. 

L'ignoranza della verità cristiana e talora anche purtroppo un cristianesimo poco attento a suscitare e a sorreggere una "vera" esperienza di fede, favorisce molto l'approccio a queste nuove risposte; la debole capacità critica dell'uomo d'oggi, che si accontenta di ascoltare e non ha più il tempo di pensare, fa il resto. 

La ricerca di un ambiente caldo e d'amicizia fa superare con superficialità la necessità di vagliare le convinzioni. E la mentalità molto diffusa, secondo la quale dappertutto c'è del buono, e la convinzione che in fondo si tratta di un unico Dio a cui vengono dati nomi diversi, e quindi, comunque si preghi e comunque lo si adori è ben servito, rendono anche il credente ben disposto verso qualunque messaggio che si presenti come religioso o con parole «spirituali».

Questi gruppi offrono poi possibilità di impegno personale, di responsabilità, di sviluppo del proprio potenziale, di sentirsi membri di un'èlite. Molte persone, frustrate nella famiglia e nel lavoro, ci cadono dentro trovandovi una certa compensazione a ciò che loro manca. Alcune sètte sembrano offrire una formazione biblica, una realizzazione e direzione spirituale da parte di maestri carismatici influenti, cui si può obbedire ciecamente, delegando ad altri la decisione personale.

Comprendi anche tu che persone deboli ed incerte, con problemi interiori di maturazione umana, anche fossero colte e istruite, trovano facilmente un'esca deliziosa al loro appetito nelle promesse delle sètte e dei nuovi gruppi: i quali non sempre si presentano con onestà, ma usano raggiri, lusinghe, metodi di alterazione delle coscienze, esortazioni continue, sottomissione automatica alle direttive, concentrazione sul leader, distribuzione di denaro e medicine, isolamento psicologico dei nuovi adepti, ecc... Chi si accorge che l'amicizia loro offerta e una messinscena che li porterà a farsi convertire a nuove credenze? In realtà ciò che manca all'uomo che cade nelle reti delle sètte, è la conoscenza di Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Talvolta gli manca tale conoscenza perché lo ha rifiutato.

Tal altra gli manca perché, per un falso concetto del rispetto della libertà individuale, non gli è stato annunciato. 

Talvolta ancora è stato forse annunciato un Gesù parziale, un Gesù capace solo di dar comandamenti o istruzioni, un Gesù sentimentale, ecc. C'è anche chi ha alle spalle una autentica iniziazione cristiana, ma che per vari motivi ha dimenticato; c'è pure chi non l'ha mai avuta. Chi potrà mai ingannare chi ha conosciuto veramente il Signore? Per chi ha trovato la pienezza della vita le illusioni settarie sono riconosciute vane, come chi ha mangiato il formaggio non può essere ingannato dal polistirolo. 

Sì, ciò che in realtà manca in queste persone è la conoscenza profonda del Signore Gesù, che viene ricercato in surrogati. 

 inizio


16. CRISTIANI SIGNIFICATIVI 


La nostra presenza cristiana in mezzo a uomini portatori di varie credenze o convinzioni o in cerca di qualche luce e di sicurezza, è senza dubbio un dono di Dio per loro. La nostra presenza infatti è una testimonianza alla vera salvezza che Dio offre all'uomo, Gesù Cristo crocifisso. A patto naturalmente che la nostra presenza cristiana non sia solo di nome. 

Affermiamo che è Gesù il Salvatore degli uomini: perciò è necessario che siamo intimamente uniti alla sua Persona con amore e obbedienza. Non basta che noi siamo onesti, che siamo giusti, che siamo accoglienti, che scegliamo di difendere i poveri, che aiutiamo gli altri a responsabilizzarsi. Non siamo noi i salvatori, non sono le nostre virtù o i nostri atti anche eroici che salvano gli uomini. Essi possono essere salvati solo da Gesù. 

E' Lui che riempie i cuori vuoti, che dà vita e gioia duratura. 

La nostra presenza è significativa e utile al mondo quando portiamo in noi la vita di Gesù. Egli stesso ha detto di S. Paolo: «porterà il mio Nome... »54 e ai discepoli: «senza di me non potete far nulla», «chi rimane in me porta molto frutto»55. Un certo «pudore», che si rivela poi timore degli uomini, ci fa cedere al pericolo della secolarizzazione. Siamo tentati di lasciare sottinteso il nostro rapporto con Gesù, perché ci riesce compromettente pronunciare il suo nome e dichiararci suoi amici. A forza di lasciarlo sottinteso esso rischia di rimanere escluso. 

E poi succede che invece di dare importanza alla sua Persona, diamo importanza ai «valori» di cui la cultura cristiana è portatrice. I valori sono apprezzati anche dagli atei e dai pagani e così noi ci illudiamo di farci accogliere e di far accogliere il messaggio cristiano dal mondo. In tal modo però presentiamo al mondo solo dei valori, non presentiamo Gesù. Chi accoglie i «valori» (rispetto alla vita, giustizia, pace, ecologia ... ) ancora non è salvo. E' salvo chi accoglie «Colui che il Padre ha mandato»! L'annuncio cristiano deve far sempre i conti con il rifiuto e la persecuzione o l'indifferenza. 

Se risultiamo poco significativi, per nulla incisivi, è perché abbiamo perso la testimonianza di Gesù, il vero e unico salvatore dell'uomo.

E' la testimonianza di Gesù che mi fa segno di contraddizione. Di fronte a Lui si dividono i cuori. Se non sono pronto ad esser disprezzato o ad esser trattato da poveretto e ignorante non diventerò mai testimone di Gesù, perché Egli talora è ignorato e disprezzato, non sempre bene accolto. Se voglio esser testimone di Gesù debbo esser pronto alla derisione, anche da parte dei parenti, degli amici, dei conoscenti, delle persone influenti.

Quando Gesù ha dei testimoni allora può toccare i cuori e salvare coloro che iniziano ad amarlo. 

Questa certezza e centralità di Gesù vuole essere pure la luce del discernimento cristiano. Se io cercassi di fare ciò che è bene e di evitare ciò che è male, metterei al centro delle mie scelte le mie convinzioni e potrei restare ingannato, perché posso vedere bene o male ciò che soddisfa o contrasta il mio egoismo o l'egoismo degli altri. 

Voglio abituarmi a discernere invece confrontando tutto con Gesù, mandato da Dio per essere il «giudice»: farò ciò che piace a Gesù e non farò ciò che a Lui non piace. Confronterò tutto con ciò che Gesù dice. Sono così obbligato a rileggere e meditare sempre di nuovo il Vangelo e a tenermi occupato con la preghiera.

Vero discernimento cristiano è il valutare le scelte e i fatti e le parole rispondendo a questi interrogativi: vengono da Gesù? portano a Gesù? danno gloria a Gesù? 

Se mi abituo a questo discernimento le sètte e i nuovi movimenti religiosi non saranno più un pericolo per me: esse sono fondate infatti su ragionamenti umani, non su Gesù! E quando sarò rinfrancato in questo discernimento potrò essere un dono per i fratelli, un sostegno, una luce per dare sicurezza anche alla loro vita! 

54 At9,15

55 Gv 15,5


inizio


17. IL MIO E IL TUO COMPITO 


Qual è il compito del cristiano in questo agitarsi confuso di molte presunte verità? Credo di poterlo riassumere con quattro parole: testimoniare, proporre, difendersi, difendere. 

Ti propongo anzitutto di diventare testimone di Gesù. Ciò potrà avvenire attraverso gesti significativi della vita, anche se piccoli, decisioni che cambiano il modo di vivere e ci rendono consapevoli di essere realmente e concretamente impegnati con Gesù nella sua Chiesa. Questi gesti significativi e incisivi possono essere l'impegno di una preghiera quotidiana più prolungata, il prendersi dei giorni di ritiro spirituale, il decidere una povertà pratica in casa propria, il frequentare un corso di specializzazione o di formazione cristiana o di servizio di carità e volontariato, l'impegnare una parte stabile dello stipendio per soccorrere le comunità cristiane povere ecc. ecc., offrirsi per un servizio stabile in parrocchia... 

Tutto questo naturalmente avverrà per amore di Gesù, senza pudore di dichiararlo apertamente, se utile alla sua gloria. 

Così la tua vita diventa una proposta: per chi è frastornato e disorientato dal luccichio di tante parole tu diverrai un faro, un punto di riferimento. E l'aver preso delle decisioni significative ti sarà di stimolo e di incoraggiamento per proporre il nome di Gesù a chi ti avvicina. E le tue parole saranno autorevoli. Potrai proporre la fede in Gesù come l'unico e vero dono che restituisce all'uomo la pienezza dell'umanità, cioè l'esser figli per Dio col suo Unico Figlio nella comunità da Lui voluta e da Lui sostenuta nei secoli.

Ti riuscirà allora facile difendere il tuo cuore e la tua mente dalle attrattive dei nuovi ragionamenti e dei seducenti miracoli delle varie magie. 

Questa difesa sarà sicura con una vita di unione a Gesù e sarà rafforzata dalla ricerca di una istruzione sempre più profonda e più biblica dei misteri della fede. Frequenza alle catechesi, lettura di libri che completino l'istruzione di base, confronto personale con un padre spirituale che aiuti ad essere centrati su Gesù Cristo nel proprio discernimento. 

E' necessario pure difendere gli altri cristiani, vivendo con loro momenti di comunione e di amicizia sincera, vivere anche l'unità della parrocchia in modo che tutti possano sentirsi accolti e stimati personalmente e in modo che tutti possano esercitare i propri carismi e le proprie doti per l'edificazione della comunità. 

Le persone sole e quelle che restano sole, o per la morte dei propri cari, o per difficoltà col coniuge, o perché non inserite ancora nella comunità ecclesiale sono le persone maggiormente esposte al pericolo dell'inganno dei nuovi gruppi religiosi e simili. Così pure le persone che hanno molto tempo libero e lo dedicano a sé stesse rischiano di cercare soddisfazioni in ginnastiche olistiche o training o meditazioni proposte da guru e maestri che disorientano e distolgono dalla fede. Proposte per occupare il tempo libero per amare i nuovi poveri con qualche forma di volontariato sono un dono che difende da molte tentazioni. 

Noi cristiani non possiamo permettere che il maligno disorienti e distragga dalla Verità un numero così grande di persone. Non possiamo tacere. La nostra vita deve diventare un grido, una proclamazione, un messaggio, una proposta. 

Siamo missionari per i nostri vicini di casa, per i nostri colleghi di lavoro, per i nostri parenti, per chiunque incontriamo: missionari di Colui che è stato mandato per salvare l'uomo dalle sue false immagini di Dio, che lo rendono schiavo dell'egoismo proprio e altrui. 

inizio


18. LA PROFEZIA DI UN PAGANO

 

Ponzio Pilato quando ha rivolto a Gesù la domanda che tutti gli uomini si pongono, non s'è preso tempo per attendere la risposta.

 Egli ha chiesto a Gesù: «che cos'è la verità?». Davanti a lui è rimasto Gesù, coronato di spine, in silenzio. Davanti a Pilato è rimasta la verità: l'amore vero di Dio, l'amore puro, l'amore disinteressato. 

Pilato non ha compreso, eppure è stato strumento dell'ultima e più bella profezia di Dio agli uomini: ha fatto scrivere una frase che viene letta ancora in tutto il mondo annunciando la Verità: «Questi è Gesù Nazareno, il Re dei Giudei». 

Pilato stesso non conosceva pienamente il significato di ciò che ha scritto: quell'uomo che viene da Nazaret è Gesù, la salvezza che Dio offre agli uomini. Nella lingua ebraica il termine Nazareno ricorda quel Germoglio che era stato annunciato dai profeti: quell'uomo è mandato da Dio. Ed Egli è il Re dei Giudei: Egli è colui che incarna la vera regalità di Dio, unico Re, per il suo popolo a favore di tutti i popoli. 

Gesù Crocifisso mostra agli uomini il vero volto di Dio, amico dell'uomo. 

E Pilato ha fatto scrivere la sua profezia in tre lingue: ebraico, greco, latino. 

In ebraico: la lingua del popolo che si crede di Dio, del popolo religioso e sicuro della propria religiosità tanto da potersi permettere di giudicare tutti gli altri popoli come esclusi dalla misericordia dell'unico Dio! Gesù è offerto come Re agli uomini religiosi, che d'ora in poi sapranno di trovare salvezza solo in Lui e non nella propria religiosità. Vera religione che incontra Dio è ora l'ascolto e l'accoglienza amorosa di Gesù Crocifisso. 

In greco: è la lingua del popolo ritenuto sapiente; con tutti i suoi filosofi e sottili ragionatori ha riempito il mondo di cultura e spesso anche di orgoglio intellettuale. Anche al mondo della cultura e della scienza Dio presenta Gesù, Gesù in croce. 

Senza di lui e senza il suo amore gli uomini sapienti e colti riuscirebbero solo a distruggere l'umanità, a rovinare ed eliminare il clima fraterno e solidale che i poveri vivono a prezzo della loro semplicità.Senza Gesù Crocifisso gli uomini colti sono stati capaci di creare classi e caste opponendo le une alle altre. Con Gesù anche la cultura diviene umana, capace di servire all'amore, e quindi divina! 

In latino: la lingua del popolo potente, del popolo dominatore, di coloro che mirano ad unire le nazioni. Gesù è in croce anche per loro, per mostrare che la vera potenza dell'uomo sta nell'amore e che la forza delle armi e del terrore è invece presenza distruttrice di Satana. Gesù viene annunciato a chi detiene il potere, ai re e governi di tutti i tempi e di tutto il mondo: essi con Gesù potranno trasformare il potere in servizio, potranno usare la loro posizione per amare. Gli uomini non sono fatti per cercare poteri speciali che li mettano al di sopra degli altri, perché Dio è umile e vince il male con l'umiltà della croce di Gesù. 

L'annuncio che Pilato ha fatto scrivere nella sua rabbia è veramente una parola degna di stare all'incrocio delle strade dove tutti passano. Essa mette in evidenza quell'Uomo di cui tutti hanno bisogno, senza di Cui nessuno è vero uomo, né figlio di Dio, né fratello degli uomini, né in armonia con sé stesso. 

Gesù è per tutti, dono per tutti, fonte d'unità per tutti gli uomini, a qualunque religione, cultura o razza appartengano. Porre speranza nelle proprie capacità o nella conoscenza dei segreti più grandi o nei poteri più strabilianti è solo inganno, fonte di delusione e di sofferenze, 

La persona di Gesù, che puoi incontrare realmente nella sua Chiesa, attraverso i santi Sacramenti, ti riempie, ti salva, ti rende strumento di unità e di pace. 

lo te lo annuncio con gioia. Vorrei avere a mia disposizione le agenzie di stampa di tutto il mondo per dirlo a tutti, in tutte le lingue e in tutti i modi. 

Ma l'agenzia migliore... è ancora la mia vita obbediente, umile e nascosta. Lo Spirito di Dio, che è come il vento, potrà effondersi e raggiungere un'infinità di cuori. 

Diventa anche tu obbediente a Dio Padre, e il suo amore in te conquisterà i cuori di molti a Gesù, e saranno salvi!

«Noi annunciamo Cristo Crocifisso»! 

inizio



BIBLIOGRAFIA 

Opere Consultate 

1. SEGRETARIATI PONTIFICI, Il fenomeno delle sètte o nuovi movimenti religiosi. Sfìda pastorale, EDB, Bologna, 1986 

2. TARCISIO MEZZETTI, Tantrismo, medicina alternativa e cristianesimo, Relazione a Perugia, 1990 

3. (A cura di M. Introvigne), CESNUR, Lo Spiritismo, L.D.C., 1990 

4. J-F. MAYER, Le sètte, FdF, Milano, 1989 

5. P. CANOVA, Un vulcano in eruzione, EMISUD, Bologna, 1987 

6. W. BARTZ, Le sette oggi, Queriniana, Brescia, 1976 

7. M.B. SCHLINK, La Nuova Era - New Age, Darmstadt, 1990 

8. E. KREMER, Gli occhi aperti sulle astuzie di Satana, Ed. La Buona Novella, 1979 

9. GIRAULT-VERNEITE, Credere in dialogo, EDB, 1984 

10. CLAUDE LABRECQUE, Le sètte e le gnosi, Ed. Ancora, Milano, 1987 

li. COMUNITA' TERAP. S. LUCA, Yoga-Zen, Meditazione Trascendentale e Vita Cristiana, 1987 

12. T. MEZZETTI, La «nuova era», in Venite e Vedrete, Perugia, 1989, n. 22 

13. DE LUCA e MARITATI, Ignoranza e confusione... e prosperano le sètte, in Mess. S. Antonio, dic. 90 

14. G. FRANGI, Troppa religione, in Il Sabato, 12.1.91, pg. 59-61 

15. M. BLONDET, I maghi son tornati, in Avvenire, 11. 10.90 

16. LA CIVILTA' CATTOLICA, vari numeri citati in nota, Roma 

17. L. MUTI, Viaggio nel mondo dell'ignoto, Milano

18. NEW AGE MUSIC, Monza, 1990, n. 2 


Altri volumi sull'argomento

19. M. INTROVIGNE, Le Nuove Religioni, Ed. Sugarco 

20. J. VERNETTE, Occultismo, magia, sortilegio, Ed. L.D.C., Torino 

21. C.BALDUCCI, Adoratori del diavolo e Rock satanico Ed.Piemme 

22. Sette e Religioni, Rivista trimestrale, a cura del GRIS, ESD, Bologna 

Associazioni 

A. NAZIONALE.- GRUPPO RICERCA ITALIANO SETTE (GRIS) sede: V. del Monte, 5 - BOLOGNA  tel.: 051-260011 

B. INTERNAZIONALE.- CENTROSTUDINUOVERELIGIONI (CESNUR) sede in Italia: Via Bertola, 86 - TORINO tel.: 011-553555

inizio