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FORSE È VERO CHE... matrimonio e dintorni

Per riposare, per dialogare, per godere comunione. Opera di Dio e desiderio dell’uomo collaborano.

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FORSE È VERO CHE...

matrimonio e dintorni

Forse è vero che… il diavolo lavora molto sodo. Sembra stia riuscendo nel suo intento: distruggere l’opera di Dio, la famiglia. La famiglia infatti è il luogo dove maggiormente appare la gloria divina, la somiglianza degli uomini alla comunione delle Tre Persone divine. Inoltre, dato che “dove due o tre sono riuniti nel nome” di Gesù là egli è presente, la famiglia è il luogo di presenza e d’azione privilegiato dal Signore!

Conseguenza del lavoro del nemico: molti giovani non conoscono il disegno di Dio a riguardo della famiglia. Purtroppo il cattivo esempio, vero scandalo, di genitori, zii e nonni, che si separano, divorziano e si accompagnano con altra persona, tolgono dal cuore dei giovani persino la speranza di formare una famiglia come il loro cuore stesso potrebbe sognare. I genitori perdono l’autorevolezza per esigere serietà e per insegnare, e i ragazzi non sanno nemmeno che ci si può preparare a formare una famiglia. Essi si ritengono già capaci di amare e perciò non chiedono aiuto a nessuno, si abbandonano al caso e alla fortuna.

Io non so rimediare. Il disastro è troppo grave ed è dilagato oltremisura.

Provo a formulare alcuni pensieri, anche se frettolosamente. Mi puoi aiutare a migliorarli, per offrirli a chi visiterà queste pagine?

 

  1. Uomo e donna: la volontà di Dio!

Che l’uomo si unisca ad una donna è volontà di Dio! Come realizzare questa volontà? Da che cosa farmi guidare? Dai sentimenti miei, da quelli di una donna?

Sulle montagne degli affetti, dei sentimenti, dell’amore, qual è la strada segnata e sicura per arrivare alla meta desiderata, quella della vera pace, della stabilità e dell’armonia?

Dio, che ha formato il cuore dell’uomo, ne conosce tutti i risvolti e tutti i segreti e sa quali sono i passi necessari per la sua pienezza. Egli sa che il cuore dell’uomo non trova pace se non quando è in sintonia con lui, Dio dell’amore! Ed egli ha segnato tutte le sue strade col segno della croce di Gesù, e le ha affidate alla sua Chiesa per la… manutenzione.

L’istinto dell’uomo è di evitare la croce e di fare da sè, ma così facendo esce dal suo tragitto più vero. Evitare la croce e fare da sè è la strada proposta da tutte le religioni umane: “Cerca la tua realizzazione, cerca la tua soddisfazione, va’ dove i sentimenti ti portano, oggi qui, domani là!”. Dal mondo non puoi aspettarti che questi consigli, e solo troppo tardi t’accorgerai di essere stato ingannato!

Come realizzare la volontà di Dio? Se è volontà di Dio che io mi unisca a una donna interrogo anzitutto Lui. Vivo questo mio desiderio come sua chiamata e mia vocazione.

Provo attrazione e simpatia per una donna sposata? So che Dio la chiama a fedeltà a suo marito, e perciò egli non potrà mai approvare che io la desideri!

Trovo una ragazza? Mi interrogo se Dio mi chiama a vivere con lei. Per discernere ci vorrà del tempo, ci vorrà l’aiuto di altri, parenti o amici: non basterà tener conto solo dei miei e dei suoi sentimenti.

Faccio parte della Chiesa? Il sostegno della sua preghiera è necessario e pure il discernimento dei suoi ministri, e soprattutto l’unità con i suoi membri. Non posso fare da solo un passo che non potrò continuare da solo. Avrò bisogno dell’aiuto della Chiesa sia per il mio, ed eventualmente il nostro, cammino di fede, sia per la fedeltà dell’amore, sia per l’educazione cristiana dei figli. Ho bisogno della Chiesa per ricevere i sacramenti della mia salvezza! Non posso escludere perciò la Chiesa da questa decisione e dall’inizio di questo nuovo impegno. Tanto più che la Chiesa celebra un sacramento di Dio in questa occasione perché vede il mio matrimonio come un segno dell’amore di Dio per il suo popolo, segno e dono dell’amore di Gesù Cristo per la Chiesa stessa!

Se io volessi convivere con la ragazza agirei con superficialità, rifiuterei il significato che Dio attribuisce all’amore tra uomo e donna, rinnegherei la Chiesa, mi priverei della benedizione di Gesù, suo Capo, e rifiuterei lo Spirito Santo che essa invoca sui suoi figli!

 

  1. Io sento amore per te, quindi… Se io sento amore per te e tu per me, chi ci impedisce di cominciare a vivere insieme?” I sentimenti alla base del matrimonio?

Forse è vero che… se metti a base delle tue scelte i sentimenti, la tua vita sarebbe come appoggiata sulle onde del mare. I sentimenti infatti vanno e vengono, non resistono sempre, durano quanto gli ormoni, oppure fino a che le arie tirano in un certo modo! “Non sento più niente per lei”! Lo odi pronunciare spesso a giustificazione della separazione o del divorzio di persone che poco prima dicevano il contrario.

Il matrimonio dei cristiani deve essere fondato sui sentimenti? Non c’è null’altro più duraturo di essi?

 

  1. Prima di tutto proviamo ad amarci…” Provare è la parola che va di moda. Fin che si prova una macchina, tutto bene. Fin che si prova la propria resistenza a camminare e a correre, o anche la propria capacità ad essere fedele ad una promessa data, va benissimo.

Forse è vero che… iniziare una convivenza per provare il tuo futuro matrimonio non porta frutto. L’amore non è una prova. Se fai un gesto di amore per prova, quell’amore è limitato, non è amore vero, quindi non ami, ma compi un atto d’egoismo: infatti strumentalizzi l’altro. L’amore è dono di sè: se ami ti doni, non fai una prova! Caso mai devi allenarti ad amare, a donare te stesso, fin che diventi maturo e capace di donarti per sempre, anche nei momenti in cui non “senti” più l’amore o nei momenti in cui l’altro è sopraffatto dalla tentazione di lasciarti! Quando un ragazzo e una ragazza convivono per prova, rimangono preoccupati di piacersi l’un l’altro: non trovano riposo interiore e perciò nemmeno si conoscono come sono in realtà!

 

  1. Se va bene, va bene, altrimenti si comincerà daccapo con qualche altra persona”. La fretta o il desiderio ad ogni costo di avere a fianco una donna o un uomo, fa fare questo passo. Pensi anche tu così? Non pensi alle sofferenze che ne seguiranno a tutt’e due per i “fallimenti ammucchiati? E le sofferenze di un eventuale figlio, voluto o inatteso? Non vedi le sofferenze di quei figli che hanno il padre qui, la madre là, fratelli a destra e a sinistra con altra madre e con altro padre? Non vedi le loro carenze psicologiche, le loro insicurezze, la loro instabilità? Non pensi alle sofferenze che procuri ai tuoi genitori e a molte altre persone che ti amano? Non ti interessa di disonorare la Chiesa di Dio di cui sei membro, e quindi anche il suo capo, Cristo Gesù?

Forse è vero che… prima di mettervi a vivere insieme è necessario imparare ad amare con fedeltà, mettere alla prova te stesso e l’altro, esercitarvi alla fedeltà, confrontarvi sulle idee e sulle decisioni varie, e sulla fede, il bene più profondo e più prezioso, perché unica fonte di pace interiore! Bisogna dare posto a Dio Padre, e usare la sapienza che Gesù ha consegnato alla sua Chiesa anche riguardo alle scelte per questo aspetto della vita.

 

  1. Qualcuno ritiene necessario prepararsi al Matrimonio convivendo per tre o quattro anni. Decidere la convivenza è come dire: “Non mi serve la tua benedizione, o Dio, non intendo impostare sulla fede in te la mia vita matrimoniale”. Tale decisione sarebbe disprezzo della fede cristiana e perciò ti mette in condizione di non poter nemmeno celebrare i Sacramenti, nè Confessione nè Eucaristia! Come puoi privartene? È da essi che ricevi forza e luce e pace per la tua vita! Prepararti a celebrare il sacramento della fede disobbedendo a Dio o ignorandolo, quale frutto potrà dare?
    Forse è vero che… il modo migliore di impostare la vita, matrimonio compreso, è obbedire a Dio cercando di conoscere la sua volontà e di compierla, a costo di rinnegare i propri sentimenti!

 

  1. Prepararsi al matrimonio? Vedo con gioia quei giovani che impiegano alcuni (pochi) anni non solo per conoscersi, ma soprattutto per verificare se può essere chiamata di Dio il loro desiderio di unirsi per formare una famiglia! Allora, oltre al loro “sentire”, entrano in campo anche altre persone: il parere dei genitori, quello di amici fidati, quello di un sacerdote, quale aiuto nel discernimento. Se è Dio che ti chiama a sposarti con quella ragazza… egli lo lascia capire non solo a te, ma anche ad altri suoi amici! I genitori hanno una grazia particolare, un dono di discernimento profondo quando i loro figli compiono le scelte durature della vita. Ascoltarli? Interrogarli? È vero che qualche genitore è possessivo o superficiale, o attento solo alla ricchezza materiale e alle chiacchiere: è eccezione. Il più delle volte i genitori percepiscono interiormente i messaggi impercettibili dello Spirito, e sanno consigliare per il si o per il no con una libertà che nessun altro possiede.

Forse è vero che… dato che il matrimonio è fatto per essere eterno, non puoi considerarlo con superficialità, e nemmeno riguardo ad esso puoi fidarti solo di te stesso. Noi ci lasciamo trascinare facilmente da motivazioni o da sensazioni superficiali o passeggere. La preparazione dovrà essere accompagnata da molta preghiera da parte di tutt’e due, e anche da qualche giornata di riflessione in ambiente silenzioso e orante! La vita a due puoi pensarla e iniziarla solo se sei certo che ad essa Dio stesso ti chiama!

 

  1. Il desiderio di tutti i giovani che si amano è di formare una famiglia stabile, che duri in eterno! Il desiderio c’è, giusto, bello, degno dell’uomo! È sufficiente avere il desiderio?

Forse è vero che… il giovane o la giovane che tu ami non è perfetto, ha un bagaglio di immaturità, di eredità psicologiche limitanti, di legami affettivi verso la famiglia di origine o le amicizie del passato, di disturbi congeniti nel suo corpo o nella sua formazione intellettuale. Questi limiti diventano sofferenza per chi ne condivide la vita. Sei capace di pazientare? Di soffrire insieme? Di attendere una maturazione affettiva? Di accompagnare con il silenzio e con l’ascolto lo svolgersi di un cammino lento interiore di un’altra persona? Di amare anche i suoi genitori ammalati o limitati? È necessario allenarsi a portare la croce: a vivere cioè in situazione di sofferenza, di fatica, di impegno.

 

  1. Chi crede che noi siamo creature di Dio, lo interroga spesso, proprio come fa chi usa una macchina nuova: egli chiede istruzioni al costruttore, o a un suo delegato, fin che non s’è abituato a usarne tutte le possibilità in maniera corretta.

Forse è vero che… l’uomo che vuole vivere insieme ad una donna, creatura di Dio, o addirittura figlia di Dio perché unita al Figlio Gesù, non si sogna nemmeno di prenderla per sè e di impegnarla in un rapporto sessuale senza il consenso e la benedizione del suo Signore! Se anche tu sai di essere figlio di Dio e vuoi essere discepolo di Gesù, allora per te è una gioia fare questo passo alla luce della Parola di Dio e con la benedizione del ministro della sua Chiesa! Gesù Cristo non fa un passo senza la sua Chiesa: egli, che ne è il Capo, le rimane necessariamente unito. Se non c’è la Chiesa non c’è nemmeno lui, il Cristo! L’unione dei cristiani viene celebrata dalla e nella Chiesa: allora essa è pure benedetta da Dio!

 

  1. Il rapporto sessuale. Non sono capace di descrivere gli aspetti positivi e belli di un rapporto sessuale: non provo nemmeno. Esso infatti coinvolge non solo il corpo, è un momento non solo di piacere.
    Forse è vero che… un rapporto sessuale vorrebbe essere segno di amore eterno! In qualche caso esso può invece esprimere violenza, egoismo, inganno, sogno di un piacere effimero, di un amore che non si può chiamare amore, bensì superficialità o voglia di giocare. In questi casi sarebbe un atto di menzogna! Esso è sempre un gesto compiuto in due: può essere per l’uno amore e per l’altro solo piacere? Un gesto destinato da Dio ad esprimere il dono di sè fino alla fine e l’accoglienza del dono dell’altro, potrebbe travisare il proprio significato, se non è compiuto a tempo debito e nelle condizioni previste da Dio stesso. Un gesto d’amore così sacro e potenzialmente fecondo può dirsi amore se non è vissuto nella luce della fede in Dio, fonte d’ogni amore? Un atto che coinvolge non solo il corpo, ma tutta l’anima e lo spirito, può essere amore se non ha la sicurezza che le sue conseguenze saranno portate fino in fondo? Le conseguenze non sono solo l’eventuale generazione di una vita nuova, ma anche i risvolti psicologici dell’uno e ancor più dell’altra, risvolti che segneranno tutta la vita! Compiere un tale atto con la benedizione di Dio, sapendo che è suo volere, è dono e gioia veramente grande! Compiere tale gesto come segno sacro, sacramento della fedeltà di Dio al suo popolo e del Signore Gesù alla sua Chiesa, è un dono reciproco di immenso valore e di profonda soddisfazione!

 

  1. La preparazione del rapporto spirituale.
    Forse è vero che… due persone, che vogliano vivere insieme per tutta la vita e intendano formare famiglia, con figli che crescano in maniera equilibrata, non si accontentano di darsi l’un l’altro un po’ di soddisfazione, di vedere se hanno gli stessi gusti nei divertimenti o in cucina, o se sono capaci di dirsi: “Ti amo, non posso far senza di te!”. Essi, per esser capaci di perseverare nella vita comune superando le inevitabili crisi, devono avere delle motivazioni al di fuori di se stessi. Non è sufficiente nemmeno impegnarsi a vivere per il bene dei figli! Questi potrebbero diventare idolo, movente che divide invece che unire. È necessario avere dentro di sè una certezza basata fuori di questo mondo e di questo tempo, sulla fede in Dio Padre e in Gesù suo Figlio! Se il rapporto degli sposi non fonda le proprie radici in una fede solida e gioiosa, la loro unità è poggiata sulle sabbie mobili, il loro vincolo è fragile come quello di un tenero elastico. È necessario coltivare un’unione stabile e sicura con Gesù, accogliendolo come colui che sta in mezzo, tra i due, per unirli!

 

  1. Chi va da un meccanico per farsi aggiustare la macchina e poi va a pagarne un altro? Forse è vero che… anche tu fai così! Sei andato da Gesù per farti perdonare, per chiedere consiglio e guarigione, per chiedere aiuto in varie necessità della tua vita, e poi per i tuoi comportamenti continui ad obbedire al suo nemico? Ti metti in situazione di aperto contrasto con il vangelo, ti pare giusto? Non ubbidisci a lui per quanto riguarda la tua vita affettiva? Continui a soddisfare le richieste del diavolo, a seguire le sue seduzioni…? Accontenti il “meccanico” che non ha fatto nulla per te e che ti vuole derubare, invece di ricompensare con la tua obbedienza quello che ha faticato e sofferto per rallegrarti, darti pace e comunione con i fratelli?

 

  1. Amore per sempre? Indissolubilità? Un fatto.
    Il signor Lui, felicemente sposato con Lei, comincia a rispondere male, a fare tardi la sera senza giustificazione, ad arrabbiarsi se gli viene chiesto il perché, a ricevere messaggi e telefonate a tutte le ore. Lei comincia a insospettirsi e a soffrire. Ella soffre in silenzio e continua a donare a Lui il suo amore, il suo sorriso e il suo servizio. Ella sa di aver promesso fedeltà a Dio, non ad un uomo, e di averla promessa incondizionatamente. Ella vive il suo matrimonio come una missione. Tra sè e sè continua a ripetersi: “Io ho ricevuto da Dio il compito di amare mio marito, e di amarlo anche se lui è infedele. Io devo rispondere a Dio dei miei sentimenti e delle mie azioni, e non ad un uomo. Il mio amore per un uomo infedele è segno e sacramento dell’amore che Gesù ha per la sua Chiesa: egli la ama e non la abbandona anche qualora essa fosse infedele!
    Lui continua questo suo comportamento strano, anzi peggiora: molte volte non torna alla sera, senza avvisare. Egli porta ancora le camicie da lavare e da stirare, benché inizi la sua assenza il venerdì per presentarsi il lunedì. Lei prega e soffre, chiede aiuto non alle amiche, ma al prete che ha celebrato il loro matrimonio, e con lui prega e da lui chiede benedizione per riuscire ad essere fedele e a non parlare male ai figli del loro padre.
    La situazione si aggrava ancora. Egli non torna più a casa. Egli è felice così, manda i soldi per i figli, evita l’incontro con i propri genitori e con i suoceri, vede la moglie solo quando va a farsi dare i ragazzi per qualche ora. Lei continua a donare ai figli esempio di fedeltà e perseveranza. Essi hanno così un punto di sicurezza, di stabilità.        
    Sono passati ormai tre anni. Qualcuno bussa alla porta. Che cosa succede? È Lui, accompagnato. Da solo non ce l’avrebbe fatta, è su una sedia a rotelle. L’amante non sa che farsene di un uomo su sedia a rotelle. Eccolo di nuovo a casa. Lui sa che qui qualcuno lo ama, lo ha sempre amato, lo ha atteso anche quando lui dava solo schiaffi morali e viveva in modo indegno la sua missione di marito e di padre.        
    Le porte, che non sono mai state chiuse, si spalancano. Umiltà e vergogna sul suo volto, lacrime di consolazione e di gioia sulle guance di lei. Qualche ora per l’assestamento spirituale, per capirsi, spiegarsi, chiedere e donare il perdono, poi la vita continua. Per lei diventa solo servizio, amore fatto servizio, sempre più faticoso, sempre più impegnativo, per alcuni mesi, finché egli muore.    
    Egli muore in pace, avvolto dall’amore fedele di Lei. Lei è felice di aver potuto incarnare fino alla fine l’amore fedele di Dio, di quel Dio che le ha dato la vita e l’ha data ai suoi figli.

Ecco l’amore fedele, l’amore per sempre. Lei da ragazza si era preparata a questo amore con una vita di sacrificio, di donazione, di preghiera.         (Fatto accaduto, non una mia pia invenzione)