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Il mio psicologo

Il terremoto non l’ha distrutto: è qui a testimoniare quanto amore si è mosso per il mio Dio e Padre! 


Il mio psicologo


I miei genitori, benché io fossi – non sempre a dire il vero – un bravo ragazzo, mi mandavano ogni sabato a confessarmi.

Mi accorgo adesso, che ho settant’anni suonati, della loro sapienza. In quel modo io, dovendo trovare qualcosa da dire al prete, mi esercitavo ad esaminare i miei momenti di vita confrontandoli con la Parola di Gesù. Mi allenavo così, inconsapevolmente, nel discernimento, e anche nell’umiltà: vedere i miei errori infatti mi umiliava, ma con speranza, perché ne avrei avuto il perdono. Mi abituavo ad aprirmi, ad esprimere con parole i miei segreti, a rivelarli ad altri.

Gli uomini, preti, che mi ascoltavano, non erano sempre gli stessi: chi anziano, chi giovane, chi attento e chi distratto, chi severo e chi dolce. Sapevo che essi non erano il termine delle mie piccole rivelazioni, perché queste dovevano arrivare nientemeno che a Dio, transitando per le loro orecchie. Mi abituavo ad ascoltare quelle voci, che talora mi davano qualche consiglio o suggerimento. Mi abituavo poi alla gratuità: nessuno di loro infatti mi ha mai chiesto nulla in cambio. E nemmeno io ricevevo nulla, se non l’assicurazione del perdono e della grazia di Colui che non vedevo, ma sapevo presente con il suo amore.

Mi abituavo a coltivare la mia vita interiore, una vita in relazione con Gesù, che dall’interno di me stesso mi approvava o mi rimproverava, mi ascoltava o mi parlava, mi accompagnava ogni momento. E così nemmeno la solitudine esisteva mai. E questa, piuttosto che sfuggirla, la cerco, perché ormai abituato a riconoscere che le cose più importanti e belle, ricche e consolanti, non sono fuori, ma dentro di me. Anzi, non cose, ma l’amico più fidato e sincero.

Che sia per questo motivo che, quand’ero ragazzo, nessuno mi ha mai mandato dallo psicologo e nemmeno io ne ho sentito la necessità?
Quando ne incontro uno, cerco di dirgli che tutti alla fin fine, e anche lui, hanno bisogno estremo di Gesù.