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NU

dico la mia sull'omofobia

A proposito di omofobia!

composizioni di tulipani a Konya


Voglio offrire questa riflessione a persone che a vario titolo soffrono per problemi che il nostro mondo non aiuta ad affrontare nella fede. La preghiera e la benedizione possono essere di grande aiuto.


Io cosa sono? Sono “omo” o no?


Gesù nel Giordano si è fatto solidale con i peccatori, ma non per peccare con loro, bensì per accogliere la loro conversione. Così ci aiuta a vedere che Dio non abbandona i peccatori a se stessi, ma ci aiuta anche a riconoscere che tutti siamo peccatori. E ci aiuta a vedere che uomini non peccatori non esistono. Tra le distinzioni che riteniamo di poter vedere tra gli uomini, in base al colore, lingua, cultura, sesso, lavoro, e, da qualche anno, anche in base alle tendenze sessuali, non sussiste quella tra peccatori e non peccatori! Tutte le distinzioni sono provvisorie e non determinanti, perché davanti a Dio restiamo comunque sempre tutti peccatori.

Proprio così: non è determinante nemmeno la distinzione tra chi ha tendenze eterosessuali o omosessuali, distinzione che oggi è arrivata al centro delle attenzioni generali. Non sono tutti, gli uni e gli altri, peccatori, bisognosi di conversione e di perdono?

Di quando in quando mi viene pure da chiedermi: e io cosa sono? Non ambisco a rapporti con nessuna donna, o comunque mi controllo: allora sono omosessuale? Ma non acconsento nemmeno ad appartarmi con un uomo, e allora sono etero? A dire il vero non mi ritrovo né qui né lì: cerco infatti di rapportarmi con tutti come figlio di Dio con figli di Dio. E le tendenze sessuali? Ho considerato che possono diventare tentazione, quando mi portano a vedere la sessualità mia e altrui come fonte di piacere egoistico e non come spinta ad un amore divino.

Le mie tendenze infatti, tutte, anche queste, le voglio considerare alla luce della Parola di Dio e con essa confrontarle. Vedo una bella ragazza? “Non fornicare”, mi ricorda la memoria biblica. Desidero una donna sposata? “È male agli occhi di Dio”, mi ricorda Davide, e Gesù stesso: “Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore”. Mi seduce o sono attratto da un giovane o da un adulto del mio sesso? “Il peccato è accovacciato alla tua porta, ma tu dominalo”, mi ricorda la vicenda di Caino e anche quella di Lot a Sodoma. Farò di una donna o di un uomo l’oggetto della mia ricerca di piacere sessuale? Mi danneggerei l’anima e mi rovinerei le relazioni con tutti gli altri; questa ricerca, infatti, non crea comunione, non dà felicità, è espressione di egoismo; non crea rapporto umano vero con nessuno, e mi mette invece sulla strada dell’infelicità. Se la tendenza di un uomo fosse rivolta verso un altro uomo, a che ‘rapporto’ sessuale potrebbe portare? Sarebbe possibile soltanto un cosiddetto ‘rapporto’ anale oppure orale o similare: che «rapporto» sarebbe? Sarebbe dignitoso per l’uno e per l’altro? Non sarebbe una sconfitta grave e una violenza reciproca anche per marito e moglie, se cedessero a questa tentazione?

Frutto dello Spirito Santo è il dominio di sé, e questo riguarda non solo la lingua o la gola, ma anche le tendenze sessuali. Chi le sa dominare è un uomo forte, degno di stima e di fiducia.

Gesù gode di chi è testimone di un amore santo e puro, libero dalle attrazioni del corpo. E, come lui, tutti godono della conoscenza o dell’amicizia con chi vive un amore puro!