ME
NU

Assidui nella preghiera

Assidui nella preghiera!




Tremila persone, come facevano ad essere “assidui nelle preghiere”? La comunità di Gerusalemme era diventata in un sol giorno una grossa parrocchia. San Luca ci racconta come viveva questa parrocchia, o perlomeno, quali erano i punti principali su cui si basava la sua vita. Uno di essi era appunto la preghiera. Per preghiera si intendeva la recita dei salmi, il canto di inni, l’ascolto di letture dai libri della Bibbia, momenti seri di silenzio e anche l’ascolto di qualche preghiera inventata lì per lì da qualcuno di loro e recitata ad alta voce! Erano assidui! Certamente non stavano tutti e tremila insieme ogni giorno. Non era possibile. Io credo che facevano come facciamo noi oggi, caso mai un pochino meglio!

Noi come facciamo ad essere assidui nelle preghiere?

Ogni cristiano prega. Il cristiano prega al mattino e alla sera e, possibilmente, trova anche altri momenti lungo la giornata; molte donne poi pregano quando lavano i piatti e non pochi uomini pregano quando lavorano nei campi, quando vanno in macchina, quando in fabbrica hanno un lavoro monotono, prima di entrare in ufficio o mentre servono ammalati nelle corsie degli ospedali. Mi fa tenerezza e mi commuove il vedere uomini soli o donne sole chiudersi in casa alle quattro del pomeriggio per seguire il rosario di Telepace! E mi meraviglia chi mi confida che, non potendo dormire, accende Radio Maria e segue varie preghiere proposte a tutte le ore, anche di notte!

Ma poi anche la famiglia cristiana prega: i miei genitori mi hanno abituato a pregare insieme a tutti i miei fratelli alla sera. E mia mamma pregava con me al mattino quando gli altri erano usciti. E ancora mio papà guidava la brevissima preghiera prima dei pasti. Cerco di immaginare la bellezza di quelle famiglie che prendono il calendario dell’Avvento e quello della Quaresima e di Pasqua e, seduti attorno al tavolo pulito, acceso un cero, leggono la Parola di Dio e recitano insieme la preghiera. Quella famiglia riceve una grazia particolare dal Signore, che diventa il suo Re e il suo vero Signore, che dona armonia, unità, pace e serenità gioiosa dentro le stanze che risuonano le parole sante e grandi del dialogo con Dio!

Che i tremila di Gerusalemme fossero assidui nelle preghiere, probabilmente lo si vedeva anche da qualcos’altro. Certo, anche la comunità cristiana prega. Ci sono momenti comunitari più ampi della famiglia, momenti in cui ci si riunisce tutti, o almeno tutti i giovani, tutti gli anziani, tutti i genitori, o, perché no?, tutta la comunità per pregare. Suonano persino le campane! Si pregano i vespri, si prega il rosario, si prega la via crucis, oppure si fa un’ora di adorazione con canti, silenzio, brevi letture. La comunità prega! Non sarebbe cristiana la comunità che non prega! Cristo Gesù pregava!

Qualcuno, che dice tre Ave Maria alla sera e basta, generalmente è convinto di pregare abbastanza! Si può usare la parola «abbastanza» per il pregare? Non ho mai trovato qualcuno che mi avesse detto che per quel giorno ha respirato «abbastanza». E nemmeno ho incontrato chi, alle otto di mattina, mi avesse detto che per quel giorno ha mangiato «abbastanza»! La preghiera è il respiro dell’anima. La preghiera è il nutrimento della fede. La preghiera è il sostegno dell’amore del prossimo. La preghiera è la vitamina della pazienza del nostro vivere insieme. La preghiera è fonte di comunione e di gioia!

La preghiera dei tremila come era? Non basta certamente pregare, bisogna sapere «come» pregare! Gesù non ha solo detto di pregare senza stancarsi, ha anche insegnato come pregare! E i tremila pregavano come ha insegnato Gesù, perché ascoltavano tutti gli insegnamenti degli apostoli di Gesù!

Gesù ha insegnato a pregare con umiltà, con poche parole, ma molto umili: “O Dio, abbi pietà di me peccatore!”. E poi ha insegnato a pregare con fede, quella fede che è sicura che il Padre ascolta e dà cose buone, perché siamo suoi figli. E ha insegnato a pregare con distacco da se stessi e amore a Dio: “Padre, non la mia, ma la tua volontà sia fatta!”.

Assidui nella preghiera! Se ancora non abbiamo imparato, si può ancora imparare. Imparare a pregare! Cercati un maestro, perché da solo nessuno si offre a farlo. C’è la scuola serale per tante cose, anche per la danza e per la ginnastica, per la musica e per l’inglese, ma nessuno si fa chiamare maestro di preghiera. Eppure qualcuno può insegnarti a pregare. Cerca, fino a che non avrai trovato. Ma sappi che a pregare si impara pregando, e soprattutto pregando insieme alla comunità dei discepoli di Gesù!