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Gesù Santa Sofia

GESU'

in SANTA SOFIA Istanbul 1261

Gesu SantaSofiaRid


Meditazione, contemplando 

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Ascoltiamo Gesù che ci parla.

Mi guardi? Mi vedi? Mi ascolti? Vedi le mie vesti, le mie mani, il mio volto?

Io sto in silenzio davanti a te, eppure tutto di me ti comunica vita.

Il mio corpo, ricevuto dal Padre attraverso Maria, è coperto dalle vesti, ed esse te lo manifestano: ti dicono che la mia umanità è luminosa, splendente. Sulla tunica appare, quasi nascosto, il clavo, ornamento che rivela chi tra gli uomini ha autorità, chi è importante. Il suo colore ti assicura che la mia autorità non è umana, è divina, tale che pare non voglia apparire, proprio come l’umiltà di Dio.

Il mantello orienta la tua mente al cielo. Il suo colore ti assicura che io vengo dal Padre nostro che è nei cieli. Il colore dei cieli è riflesso alla mia sinistra: ti ricorda che io sono con lui, seduto alla sua destra.

La mia mano destra ti benedice, in continuazione. Dalla posizione delle mie dita leggi il mio Nome, quello stesso che è scritto in alto e circonda il mio volto: benedizione eterna per tutti: sono l’iniziale e la finale in greco di «Gesù», IesuC, «Dio salva», e «Cristo», XristoC, consacrato da Dio.

La mia sinistra ti mostra il libro, chiuso. È il libro della Parola, ma tu non la puoi leggere, perché le sue pagine sono sigillate. Qualcuno lo aprirà per te? Lo aprirà l’agnello dai sette occhi e dalle sette corna, agnello immolato, che vedrai nelle visioni celesti, quando mi rivelerò a te come a Giovanni.

Sono io la Parola, sono io l’amore che Dio ti comunica, il Verbo eterno. Vuoi conoscere l’amore e il volere di Dio? Non occorre più saper leggere, guarderai me. Eccomi. Fissa il tuo sguardo nel mio. Riesci a vedermi? Che ti pare? Sei tu che mi guardi, o sono io che ti osservo?

Chissà se tu mi vedi! Io ti vedo certamente. Vedo la tua attenzione. Vedo che sei pronto ad ascoltarmi, vedo che mi guardi con interesse: aspetti che io ti dica qualcosa, parole di apprezzamento, parole di rimprovero, parole che risveglino la tua volontà ad amarmi, e i tuoi desideri ad essere mio. Io invece rimango in silenzio. Tu stesso puoi formulare quanto desideri o ciò che pensi che io ti debba dire: io preferisco parlarti in silenzio.

Vedi le mie labbra? Sono chiuse, anzi, no, sono pronte a soffiare verso di te: soffierò su di te la mia vita interiore, lo Spirito che riempie il mio cuore e lo tiene unito a quello del Padre che è nei cieli. Lo riceverai anche tu, quando rimarrai a lungo davanti a me per riceverlo.

I miei occhi sono sempre aperti, così tu puoi entrare nel fondo della mia anima, e io della tua. Ci incontriamo con lo sguardo. Io vedo la bellezza che il Padre mio ha voluto fosse tua, sempre. Vedo i tuoi desideri, vedo la fede che mi manifesti per essere da me perdonato, guarito, risanato. Vedo anche gli spiriti del mondo che ti circondano e vogliono distrarti, impedirti di aprirti a me. Al mio sguardo essi fuggono, non possono sopportarlo. Si allontaneranno da te e tu avrai vita libera e gioiosa.

I miei orecchi sono attenti alla tua voce. In che lingua mi parli? Non preoccuparti: gli angeli purificano il tuo tono di voce, smussano i significati delle tue parole, le rendono gradite al mio cuore. Il loro servizio fa arrivare a me i tuoi desideri purificati e risanati. Li ascolto e li faccio miei, e li presento al Padre grazie allo Spirito, che comprende tutto e che geme dentro di te con gemiti per te inesprimibili.

Guardami bene: mi presento a te con i capelli ordinati, come li ha disposti mia Madre. Essi non disturbano né il mio né il tuo sguardo. Essi ti assicurano che l’ordine è voluto dal Padre, in tutte le cose. Mia Madre lo sapeva e lo voleva. Nei cieli e nel regno dei cieli l’ordine è una regola stabile e un dono prezioso.

Dietro al mio capo cosa vedi? Vedi il nimbo luminoso, segno che sono immerso nel mondo di Dio, mio e tuo Padre. Ma il mio nimbo è diverso da tutti gli altri. In esso appare molto chiaramente la croce. Questa non è mai stata assente dalla mia vita. L’ha accompagnata da quando Maria è rimasta incinta di me, e nessuno sapeva e tutti dubitavano, pronti al giudizio e alla calunnia. La croce era presente a Betlemme, poi in Egitto, e anche al ritorno, a Nazaret. Nessuno te lo dice, ma mi accompagnava nei lunghi mesi e anni silenziosi impegnati al lavoro con mio padre Giuseppe.

Quando mi manifestai Figlio di Dio, nella patria non sono stato accolto, anzi, mi hanno rifiutato, e i parenti mi considerarono pazzo, e gli stessi miei discepoli non mi hanno compreso: tentarono persino di distogliermi dal fare la volontà del Padre mio, dal portare la croce. I capi del popolo poi, e i capi dei sacerdoti del Tempio, lo sai come mi hanno trattato, fino a gridare a Pilato: Crocifiggilo! E Pilato lo ha fatto.

Io la croce non l’ho rifiutata: sapevo fin dall’inizio che il corpo mi era stato dato per offrirlo. L’ho offerto, soffrendo, ma con la gioia dell’ubbidienza al Padre. Sapevo che avrei attirato il tuo, il vostro sguardo su di me, e così vi avrei salvato dai morsi della morte, come sono stati salvati dai morsi velenosi dei serpenti gli ebrei nel deserto durante il cammino verso la libertà. La croce! Parola spaventosa, ma per me gloria infinita: segno dell’amore fino alla fine, strumento della mia offerta.

Io te la mostro nella gloria del mio nimbo, con grande evidenza. Non potrai dire di non averla vista. È la gloria più vistosa che mi accompagna sempre. La puoi desiderare anche tu, per essere al mio fianco, o davanti a me, anzi, dietro a me. Io ti aiuterò a portarla, così che la tua fatica sarà leggera. Porterai la croce quando rinnegherai te stesso per amare i tuoi fratelli e stimarli più di te. La porterai per essere salvato tu, e per salvare anch’essi dalle prigionie dell’egoismo. Porterai la croce, ed essa porterà te. Essa ti aprirà la via e la porta del cielo, di quel paradiso in cui ho accolto il malfattore appeso al mio fianco.


Santa SofiaR

Maria e Giovanni il Precursore - Desis: adorazione

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Alla mia destra contempli la Madre, Maria. Ella mi adora con tutto il suo amore. È chinata verso di me per porgere a te l’invito ad obbedirmi, come i servi delle nozze a Cana. Ella si protende verso di me per unirsi a me nel portare la croce e glorificare il Padre che l’ha chiamata ad una missione unica, che giova all’umanità intera. Non vedi le sue mani, ne è stata privata: sono quelle che mi hanno accolto e portato bambino, e mi hanno servito sempre con umiltà. Esse indicano me come colui che puoi seguire e servire perché la tua gioia sia piena, come la sua. Non vedi le sue mani, ma io vedo ora le tue che continuano il suo amore per me.

Alla mia sinistra vedi il Precursore, il sigillo dei profeti. Anch’egli con tutta la sua attenzione è rivolto a me. Vuole ripetere quanto ha detto al Giordano: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo». Egli «esulta di gioia alla voce dello sposo»: riconosce me come lo sposo che dà la vita per il popolo, Sposa del Dio dell’Alleanza. Il suo atteggiamento mostra un’umiltà divina: lui riconosce me come colui che viene dopo, ma ero prima di lui. Giovanni gridava nel deserto: ora tace, sta in silenzio, per lasciare alla mia parola il posto della grazia e della verità.

Maria, la tutta santa, e Giovanni il Precursore, fanno da cornice al mio apparire davanti a te: ti aiutano a riconoscere che il mio posto è quello di Dio in tutta la vita tua e in quella degli uomini tutti.