OMELIE / Omelie IT
11 gen 2026 11/01/2026 - Battesimo del Signore - anno A
11/01/2026 - Battesimo del Signore - anno A
Iª lettura Is 42,1-4.6-7 dal Salmo IIª 28 lettura At 10,34-38 Vangelo Mt 3,13-17
«Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret»: così Pietro comprese il significato del battesimo che Gesù aveva ricevuto nel Giordano.
Erano peccatori gli uomini che entravano nel fiume davanti a Giovanni, il profeta che chiedeva a tutti di confessare i propri peccati, per poter accogliere e ascoltare colui che avrebbe tolto i peccati del mondo e avrebbe poi battezzato nello Spirito Santo. Erano tutti peccatori, ma quando Gesù in persona si trovò davanti a lui, Giovanni riconobbe che egli non era peccatore. Come mai anche lui in mezzo agli altri? Tentava di rifiutarsi di battezzarlo. Ma rimase convinto dalla Parola di Gesù stesso: «conviene che adempiamo ogni giustizia».
Che tipo di giustizia dovevano adempiere? Lo comprenderemo più avanti, quando, in altra occasione dirà di sé che deve essere annoverato tra i malfattori.
Questo momento, qui, lontano da Gerusalemme, è un preludio o una profezia del momento in cui Gesù sarà condannato dagli uomini. Gli uomini lo considereranno un peccatore, ma lui la condanna non la vuole subire: egli stesso qui adesso dichiara di voler accettare per sé la situazione dell’uomo malvagio, fino ad esser dichiarato reo di morte al suo posto. Non vede la propria morte come castigo per il proprio peccato, bensì la vede e la accoglie per salvare i peccatori in mezzo ai quali ora si trova, e tutti quelli che accetteranno la sua presenza tra di loro.
La «giustizia» è la volontà di Dio, che è impegnato a togliere gli uomini dalla situazione in cui il peccato di Adamo li ha posti, per amarli come Padre. Ora questa «giustizia» avviene. Giovanni accetta la proposta di Gesù, e lascia che tutti credano che anche lui è uomo come loro.
È Dio Padre che, vedendo l’amore di Gesù, già ora manifestato come amore «fino alla fine», rivela a tutti che quello è il suo amore, amore divino, vissuto fino all’umiltà estrema: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Con queste parole, Gesù, senza che lui faccia nulla, viene dichiarato Figlio di Dio, colui di cui ha parlato il profeta: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni». Il fatto che possa essere ritenuto peccatore come gli altri, non disturba: in questo modo può rivelare a tutti i peccatori che essi possono essere riscattati, e ricevere speranza. Il profeta inoltre aggiunge: «Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia». Gesù sa che Dio lo vuole nella sua realtà, come aveva detto ai genitori a dodici anni. Ecco che ora comincia a manifestare la volontà del Padre, la «giustizia» per il popolo e per le nazioni tutte. Tutto il mondo deve conoscere fin dove arriva il suo amore. Già con la venuta dei Magi a Betlemme aveva cominciato a manifestarsi questa «giustizia», ed ora Gesù la fa propria.
Il fatto avvenuto al Giordano, ci prepara a guardare Gesù con occhi nuovi. Egli continuerà sempre a sorprenderci. Ma noi, preparati da questo avvenimento, non ci meraviglieremo più quando dirà: «Amate i vostri nemici», «porgi l’altra guancia», «perdona fino a settanta volte sette». Non le considereremo parole, perché le avremo viste, non subite da lui, ma accolte in anticipo, previste dalla sua volontà di salvare noi peccatori.
Viviamo questa festa consapevoli che essa descrive il ministero cui noi stessi siamo chiamati e che desideriamo vivere, seguendo come discepoli Gesù. Vivremo l’amore fino al punto da non sottrarci dall’essere ritenuti colpevoli di ciò che non abbiamo commesso, pur di liberare i nostri fratelli, amici o nemici che siano, dal castigo che essi meritano.
Nella vita di molti santi si narrano episodi in cui risplende quest’amore di Gesù: sono vicende che ci incoraggiano e ci assicurano che anche a noi è possibile manifestare la «giustizia» del nostro Padre che è nei cieli. Il nostro sguardo sarà ogni giorno su Gesù, consacrato «in Spirito Santo e potenza» da Dio nostro Padre!
11_TNBattesA_2026_it(44,03 K)
In primo piano
OMELIE / Omelie IT
SCRITTI IN ALTRE LINGUE
- Kalender für das laufende Jahr
- Kleinschriften
- Kleinschriften „Fünf Gerstenbrote“
- Einleitung
- Übriggebliebene Stücke
- Abbà
- Befreiungsgebet
- Vater unser - Band 1
- Vater unser - Band 2
- Vater unser - Band 3
- Wie der Tau
- Die Psalmen
- Siebzig mal sieben mal
- Die Hingabe
- Notizen von Vigilius, dem heiligen Bischof von Trient
- Ich gehe zur Messe
- Glaube und Leben
- Du bist mein Sohn
- Er nannte sie Apostel
- Sie fordern Zeichen, sie suchen Weisheit
- Kalender 2008-2011

A-G


