Rallegrati, Maria - 31 giorni
RALLEGRATI, MARIA
31 giorni con la Madre di Dio
Noi cattolici siamo molto devoti a Maria Ss.ma. Pensando a lei, istintivamente ci viene da ripetere: “prega per noi”. È certamente bello sapere che la nostra Madre è impegnata ad intercedere per noi da Dio grazie sia spirituali che materiali. Dire “prega per noi”, però, rischia di tenerci egoisticamente rivolti alle miserie del mondo, a guardare a ciò che pensiamo manchi a noi e alla nostra realizzazione: non ci aiuta a contemplare la nostra Madre, nè a conoscerla godendo della sua bellezza, e nemmeno a dar gioia a lei! Possiamo imparare dai cristiani copti, perseguitati in Egitto, a rivolgerle in continuazione il saluto dell’angelo: “Rallegrati, Maria!”. Noi stessi ci rallegreremo per lei, per la sua bontà, per il suo amore gratuito e per la sua fedeltà a Dio, per il suo donarsi al Figlio e agli uomini, per il modo con cui la sua vita, partecipando a quella di Gesù, realizza le Sacre Scritture, cioè l’amore del Padre per la storia degli uomini. Rallegrati, Maria, figlia e madre, sposa e sorella! Contemplando la tua gioia anche noi gioiremo, e impareremo a permettere alla Parola di Dio di rendersi attuale nel nostro quotidiano soffrire e amare.
Vigilio Covi, sacerdote nel 1970, dal 1977 fa parte della “Fraternità Gesù Risorto”, che nel 1982 è chiamata ad animare la Casa di preghiera S.Maria Assunta in Tavodo. La stessa Fraternità nel 1992 inizia a pubblicare il calendario “Cinque Pani d’orzo” e nel 1995 è incaricata della Chiesa S.Paolo in Konya (Turchia). È parroco di Tavodo (Trento), allargato in parrocchia virtuale, cui offre una meditazione sui testi liturgici della domenica. Esercita qualche altro ministero nell’Arcidiocesi di Trento e da anni pubblica dei brevi opuscoli con commenti spirituali o spunti di catechesi.
1. Rallegrati, Maria, Gioia di Eva
2. Rallegrati, Maria, Consolazione di Sara
3. Rallegrati, Maria, Verità di Rebecca
4. Rallegrati, Maria, Speranza di Rachele
5. Rallegrati, Maria, Fiducia di Rut
6. Rallegrati, Maria, Coraggio di Giuditta
7. Rallegrati, Maria, Bellezza di Ester
8. Rallegrati, Maria, Madre del Diletto
9. Rallegrati, Maria, Salvezza di Isaia
10. Rallegrati, Maria, Datrice di vita
11. Rallegrati, Maria, Testimone di Gesù
12. Rallegrati, Maria, Vergine vera
13. Rallegrati, Maria, Cetra di David
14. Rallegrati, Maria, Arca dell’alleanza
15. Rallegrati, Maria, Bella Colomba
16. Rallegrati, Maria, Pietra preziosa
17. Rallegrati, Maria, Incenso gradito a Dio
18. Rallegrati, Maria, Esaltazione del giusto Giuseppe
19. Rallegrati, Maria, Obbedienza di Geremia
20. Rallegrati, Maria, Confidenza dei poveri
21. Rallegrati, Maria, Campo del tesoro nascosto
22. Rallegrati, Maria, Sapienza di Salomone
23. Rallegrati, Maria, Madre del nostro rifugio
24. Rallegrati, Maria, Predizione di Mosè
25. Rallegrati, Maria, Forza di Elia
26. Rallegrati, Maria, Madre del Figlio di Dio
27. Rallegrati, Maria, Stupore di Eliseo
28. Rallegrati, Maria, Madre di Dio
29. Rallegrati, Maria, Madre della Chiesa
30. Rallegrati, Maria, Maestra di preghiera
31. Rallegrati, Maria, Segno grandioso
RALLEGRATI, MARIA
31 giorni con la Madre di Dio
1. Rallegrati, Maria, Gioia di Eva
L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. Gn 3,20
Adamo, “l’uomo”, fu protagonista di un’azione di poca fatica, ma di grande significato. Egli diede il nome alla donna che Dio gli aveva fatto trovare come dono gratuito, quando si è risvegliato dal sonno profondo. Ella gli è stata donata perché stesse al suo fianco e gli stesse di fronte: egli perciò la doveva guardare e avvicinare non solo con rispetto, ma anche con riverenza e devozione. Dio gliel’aveva data perché stesse al suo fianco: Adamo l’aveva capito, perché era stata formata dalla sua costola. Ella faceva perciò parte della sua vita, tanto che egli avrebbe potuto respirare ormai solo in sintonia con lei. Se l’avesse ignorata o esclusa dai propri pensieri e dalle proprie decisioni avrebbe fatto torto a Dio e avrebbe privato se stesso della forza e dell’armonia del proprio respiro. Ella gli stava di fronte per dialogare con lui, per condividere i suoi «sì» alla Parola di Dio e i suoi «no» alle voci seduttrici del mondo. In tal modo ella sarebbe stata un vero «aiuto» ad Adamo: lo avrebbe aiutato ad essere uomo, a discernere pensieri e fatti, e lo avrebbe sostenuto nell’attuare la volontà di Dio, del Dio che dà la vita! Adamo dà «il nome» a questo vero «aiuto» ricevuto da Dio, e col nome riconosce alla donna la missione che la unisce stabilmente e intimamente a Dio stesso. Dio è colui che dà la vita: egli la dona ora soltanto attraverso di lei. Ella è perciò «madre di tutti i viventi». Tutti coloro che ricevono da Dio la vita passano attraverso di lei. Quale grazia e quale missione, testimonianza allo stesso tempo dell’onnipotenza e dell’umiltà di Dio!
Eva fu davvero la madre di tutti i viventi: il compito le rimase, nonostante avesse mancato al suo dovere di ascolto. Le parve, infatti, migliore della Parola di Dio la proposta del serpente, tanto da lasciarsi convincere a rifiutare la sapienza di colui che l’aveva creata e le aveva fatto godere la comunione con Adamo. E così la madre di tutti i viventi divenne anche la madre del loro peccato, delle loro sofferenze, delle loro incomprensioni ed angosce, delle loro tristezze.
Chi darà la gioia ad Eva, rattristata dal proprio peccato? Chi la farà sorridere? Chi rianimerà i suoi figli perché si oda ancora sulla terra l’allegria dei bambini, il canto della sposa che attende lo sposo e la voce dell’anziano che benedice i figli affinché lievitino la società con generoso amore?
Ecco la gioia di Eva: ella può risollevare il volto, sorridere e iniziare a sperare, perché è nata Maria! Maria è la figlia di Eva che rifiuta il dominio del mondo e delle cose del mondo per accogliere del tutto e per sempre la Parola di Dio. Maria non si lascia sedurre dalle bellezze della terra, non ragiona con propri principi, ma accoglie la voce che viene dall’Alto e si appoggia su di essa, senza dubitare minimamente del suo Dio. Maria è colei che inizia la vera e stabile obbedienza a cui era stata chiamata Eva. Maria può stare a fianco dell’uomo, di ogni uomo, e può stargli di fronte per aiutarlo e sostenerlo a vivere la Parola di Dio, a dare il proprio «sì» ad ogni chiamata e proposta che venga dall’Alto! Ecco, Maria tiene in braccio, sul proprio fianco, il vero Adamo, il vero Uomo: questi è icona di Dio e immagine realizzata di ogni «uomo», che deve assumere i suoi lineamenti e i suoi connotati per potersi dire «uomo»! Ecco la nuova Eva, il cui nome, Maria, contiene anche il mio nome e il nome di tutti i viventi: «Dio è il mio Signore»!
Rallegrati, Maria!
Tua gioia è il tuo Dio,
tua gioia anche noi, figli di Eva:
noi amiamo il Figlio
che Dio ti ha dato
quando, smettendo di ragionare,
hai accolto la Parola!
Eva sorride,
lieta di vedere
che la sua disobbedienza
è riparata dal tuo grande sì,
e che, grazie a te, il Dio della vita
è divenuto il “Dio con noi”!
Rallegrati, Maria;
noi ci rallegriamo con te!
Rallegrati, Maria,
gioia di tutti i viventi!
tu che realizzi l’obbedienza serena al Padre!
vero aiuto ad ogni uomo che viene nel mondo!
2. Rallegrati, Maria, Consolazione di Sara
“Dov'è Sara, tua moglie?” Rispose: “È là nella tenda”. Gn 18,9
Sara, con le mani imbiancate di farina, sta posando le sfoglie sulla pietra rovente. Gli ospiti di Abramo, suo sposo, hanno accolto l’invito, e ora attendono il pane. Ella nasconde grandi sofferenze nel cuore. È figlia di Eva, la madre dei viventi, ma non può continuarne la missione. Da lei mai nascerà un figlio d’uomo; suo marito da lei non riceverà consolazione. Abramo ha ricevuto grandi promesse e benedizioni da Dio, ma lei, con la sua sterilità, le rende vane e diventa persino tentazione di sfiducia e di incredulità per lui. Sarà vero che Dio ha parlato? Sarà vero che Dio esiste? È nato, sì, Ismaele, il figlio della schiava, frutto di accorgimenti umani, ma invece di portare gioia ha aumentato la sofferenza e reso insopportabile la tristezza: la schiava infatti vanta persino il diritto d’essere preferita da Abramo!
Sara è triste, e anche arrabbiata. Il suo pane è condito di amarezza, il suo sguardo umido di lacrime. Ella perciò rimane nella tenda. Perché uscire e comunicare tristezza, e rovinare così il gioioso incontro del suo sposo con i tre pellegrini che hanno accettato di mangiare il frutto della sua fatica? Rimanendo nella tenda ella può nascondere l’ironico sorriso con cui tenta di camuffare la tristezza, la disperazione e il rifiuto di ogni consolazione.
Perché ti nascondi, Sara? E perché ridi della rinnovata promessa che ora dà gioia ad Abramo e gli fa rinascere speranza? È arrivato il momento in cui si compiono le lontane promesse di Dio, è giunta l’ora della sua e della tua consolazione: avrai il figlio, di cui dovrai dire: «È solo e tutto dono di Dio! Io infatti non ero in grado di concepirlo»!
Quel figlio si chiamerà Isacco, “sorriso di Dio”. È il sorriso di Dio sulle nostre incapacità e debolezze, sulle nostre indegnità e sui nostri atteggiamenti di sfiducia. Quando noi siamo sfiduciati Dio sorride ancora.
Quel sorriso di Dio che ci dà consolazione risplende ancora. Sara può consolarsi, asciugarsi le lacrime e uscire dalla tenda, perché i discendenti di Abramo, finora senza speranza, possono ora vedere Maria! Maria è la consolazione, la fiducia, la fonte di una gioia che non viene meno. Il sorriso di Maria non nasconde incredulità, rivela invece la verità della promessa di Dio. La benedizione diventa concreta in lei, è realtà!
Maria è certa che il suo Figlio non appartiene soltanto a lei, e che la consolazione del suo Figlio è di tutti, è per tutti, per tutto il mondo, per tutti i tempi! È bello il sorriso di Maria, perché costante è la consolazione che tutti possono trarne. Anche ci fossero figli, come Ismaele, che aumentano i problemi e la tristezza e la disperazione, la presenza di Maria ci rassicura. La sua mano ha preparato il pane al figlio di Dio: quella mano è garanzia che a noi non mancherà mai il pane della vita, e che anche noi potremo sempre ospitare colui che passa come pellegrino per ripeterci le lontane, ma sicure, promesse. Chi, come Sara, soffre per la propria incapacità a trasmettere la vita, o si è limitato a dare ai propri figli le cose che passano lasciandoli privi di una speranza eterna, può guardare a Maria, accogliere dalle sue mani colui che è il Pane della vita. Ella sarà la consolazione, da lei verrà la serenità di una speranza che ci fa nuovamente alzare il capo per uscire da noi stessi, per incontrare e ascoltare coloro che si muovono accanto a noi!
Rallegrati, Maria!
Sei la consolazione di chi
ha solo motivo di piangere,
di chi si sente inutile,
incapace di dar gioia al mondo.
Tu sei la consolazione
per chi si è mosso
solo con le proprie forze,
e raccoglie amarezza e pianto.
Le tue mani porgono il Pane della vita:
noi ne siamo consolati!
Rallegrati, Maria: dal tuo sorriso
viene a noi il Consolatore!
Noi ci rallegriamo al vedere
che tu ti rallegri del tuo Gesù!
Rallegrati, Maria,
tu ci hai preparato il Pane che sazia!
tu consoli coloro che piangono!
a te guardano le madri dei figli lontani dal Dio della vita!
3. Rallegrati, Maria, Verità di Rebecca
“Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno;
un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo” Gn 25,23
Rebecca è una ragazza bella, ma soprattutto gentile e generosa. Ella aveva offerto l’acqua della sua anfora al servo di Abramo e gli aveva abbeverato i cammelli. Questa iniziativa di amore gratuito era il segno con cui Dio confermava al servo di trovarsi davanti alla donna designata ad essere sposa di Isacco, il figlio del suo padrone! Quand’ella liberamente decise di partire dalla casa paterna per il lungo viaggio incontro allo sposo scelto da Dio per lei, i suoi la benedissero con una benedizione di fecondità e di vittoria per i discendenti! Ma anche Rebecca dovette sperimentare le stesse angosce di Sara, sua suocera: era sterile! Divenne madre solo dopo che il suo sposo ebbe impetrato da Dio il dono dei figli. La sua vita e la sua maternità divennero conferma della verità di Dio: è lui il protagonista della vita e della gioia degli uomini! Essi devono confidare solo nelle sue promesse. A prima vista parve che Rebecca avesse creduto alle promesse, quando s’incaricò di guidare con la propria mano la storia dei figli, anche a costo di ricorrere all’inganno. Le era stato detto che “il maggiore servirà il più piccolo”, ed eccola impegnata a condurre il figlio minore ad ingannare il padre e il fratello. Il suo modo di fare potrebbe trarre in inganno anche noi. Dobbiamo noi realizzare le promesse di Dio con astuzie e accorgimenti tanto umani quanto menzogneri? Dov’è la verità di Dio, Rebecca? Sei tu che devi compiere il suo disegno con tutti i mezzi, rischiando di farci credere che egli sia incapace di compiere la sua parola? La tua fede, Rebecca, è fondata in Dio o nella tua intelligenza? Tu nascondi la verità volendo realizzare con i tuoi accorgimenti la parola divina! Come potremo noi conoscere la verità di Dio e conoscere Dio che è luce e verità?
Dai tuoi tentativi di aiutare Dio a realizzare la sua parola si sprigionerà l’inimicizia tra i fratelli, la loro sofferenza, la loro solitudine. Rebecca, hai usato la tua autorità di madre per far entrare Giacobbe, tuo figlio, nell’oscurità, per rivestirlo di menzogna, nasconderlo, imprigionarlo nella discordia fraterna.
Noi ora attendiamo una madre che ci liberi, che riveli la nostra bellezza, che faccia risplendere la verità del nostro essere figli di Dio. Ecco Maria! Maria non nasconde nulla, Maria lascia a Dio la responsabilità delle sue promesse impossibili. Maria non introduce l’astuzia umana nelle opere di Dio, nella storia che egli vuole compiere con i suoi figli. E così Maria diventa operatrice di pace tra i figli di Rebecca. Chi guarda Maria acconsente all’agire di Dio e attende che egli stesso realizzi ogni parola, anche passando per la croce. Chi guarda Maria riceve luce e diventa amico dei suoi fratelli, poiché ella è madre e degli uni e degli altri secondo il volere di Dio. Il più grande serve il minore, con gioia, sotto lo sguardo di Maria. Maria è degna di diventare miriadi di miriadi, poiché tutti si presteranno reciproco servizio nell’amore, per rivelare con l’amore la verità di Dio!
Rallegrati, Maria!
Il tuo silenzio
e il tuo abbandono al Padre
permettono a lui di rivelarsi nella tua vita,
e di rivelare tutto il suo amore
nella vita di tuo Figlio,
il fratello di tutti,
il maggiore che serve i più piccoli,
il più piccolo che gode di ciascuno.
Tu, madre rispettosa di tutti,
permetti alla verità di Dio
di risplendere su di noi,
e così vinci l’inganno che c’insidia,
nemico quotidiano dell’uomo!
Maria, vera madre!
Rallegrati, Maria,
tu che attendi in silenzio l’agire divino!
tu che non ti nascondi nè a Dio nè ai fratelli!
tu che permetti al Padre di manifestare la verità delle sue parole!
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