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Esercizi spirituali: Trinità -Testi

Mettiamo a disposizione le meditazioni degli Esercizi Spirituali sulla Ss.ma Trinità "Fatevi imitatori di Dio". (in mp3)

Grazie per l'attenzione, per eventuali suggerimenti, e soprattutto per la preghiera con cui accompagni anche questo lavoro.

ESERCIZI SPIRITUALI: FATEVI IMITATORI DI DIO

TRINITA'

Il Padre    1

Il Padre    2

Gesù        1 

Gesù         2

Spirito Santo  1

Spirito Santo  2

Trinità   1 

Gloria, Segno di Croce, Certificato del Battesimo

Seguimi (non ci sono testi) 

 

1. 

IL PADRE

 

Ricuperiamo la semplicità dei figli (dei bambini)! E' desiderio di ogni uomo vedere Dio come il bambino desidera ed ha bisogno di vedere il papà.

 

Chi è questo Dio?

 

La parola "Dio" può essere riempita con molte idee o può essere svuotata... Ognuno la può interpretare a suo modo...

 

Noi cerchiamo "Dio" con la sua vera identità, vogliamo conoscerlo come realmente è, non ci accontentiamo di ipotesi, di forse, o di chissà, non vogliamo costruircene una immagine con la nostra immaginazione (sarebbe un idolo) e ce lo metteremmo ben presto sotto i piedi!

 

Dio ha un suo specifico modo di essere e noi possiamo non solo «saperlo», ma anche entrare in rapporto con lui per amarlo, conoscerlo, ubbidirgli, parlargli: per vivere con lui. E solo allora lo conosciamo, quando lo amiamo.

 

Chi è il Dio vero? il nostro Dio?

Chi ce lo fa conoscere? Ha un "nome"?

Noi diamo fiducia piena a Gesù, per via della sua morte e risurrezione!

Tra gli uomini non troviamo nessuno che conosca Dio, nessuno che sia - come lui - vissuto e morto amando Dio, dandogli piena fiducia come un figlio al proprio papà: egli lo chiamava proprio così.

Il suo amore al Padre giungeva fino al perdono dei propri uccisori, perché il Padre potesse esser conosciuto anche da loro come colui «che ama”, amico degli uomini, non padrone! 

Noi conosciamo Dio stando alla scuola di Gesù!

 

 A  

Dio è il creatore!

Il creatore di tutto è il "mio" padre!

"Ha fatto il cielo e la terra e quanto essa contiene"! 

 

Ogni creatura può dirmi qualcosa del mio Dio, del mio Padre. Un fiore, un uccello, una montagna, ... li tratto da «angeli” (= messaggeri) del mio Dio! Li interrogo: "ditemi qualcosa del mio Padre!" Ed essi mi parlano del mio Dio, mi rivelano qualcosa del suo cuore, del suo volto!

 

Romani 1,20: "le sue perfezioni invisibili possono esser contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute"

 

Siracide 17,7: "Pose lo sguardo nei loro cuori per mostrar loro la grandezza delle sue opere!"  (11) "i loro occhi contemplarono la grandezza della sua gloria!"

 

Sapienza 13,1s: "occupandosi delle sue opere si lasciano sedurre dall'apparenza!"

 

Atti 27,28: "in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo..."

 

Rom 11,33: "O profondità della ricchezza della sapienza e della scienza di Dio!"

 

Salmo 8; 103(104); ...

 

Dio è chiamato da Gesù: "Abbà - papà". Perché? chi è un papà?

 

- uno che ama per primo;

"mentre eravamo peccatori ha dato il suo figlio"  (Rom 5,8)

 

- corregge il figlio, anche se rischia di esser giudicato da lui!

"Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre?" (Ebrei 12,7.11)

 

- non pretende dal figlio;

"Il Signore riempie di beni i suoi amici nel sonno!" (Salmo 127,2)

 

- con la sola presenza - toglie la paura;

"Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno" (Salmo 55,23)

"la tua bontà mi ha fatto crescere" (Sal.18,36)

 

- dà fiducia e sicurezza;

"chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?" (Siracide 2,10)

 

Guardo un papà, e vedo qualcosa del mio "Dio".

 

PREGHIERA

 

- Padre, ti adoriamo e ti benediciamo,  perché sei sempre fedele

+ e non smetti mai la tua paternità.

- Ti rendiamo grazie, perché mostrandoci il tuo volto di Padre

+ ci sveli il vero significato della nostra vita, esserti figli!

- Ti rendiamo grazie, perché quando ci mettiamo come figli davanti a Te

+ riusciamo ad essere fratelli gli uni per gli altri, per gli amici e per chi ci è nemico.

- Ti rendiamo grazie per il tuo Figlio Gesù

+ che vive nel nostro cuore e in mezzo a noi

- e tiene sempre vivo il ricordo che tu sei amore,

+ che Tu ci sei Padre, che ci ami e che metti anche in noi un amore uguale al tuo!

-+ Gloria sempre a Te, oggi e nei secoli, ovunque e nel nostro cuore!



Padre 

 

Guardiamo il Padre con gli occhi di Gesù. Come Gesù mi presenta il Padre ?          (Mt 14,23)

 

-         "il Padre «tuo» che vede nel segreto ti ricompenserà!" (Matteo 6,4) Egli non vede solo l'umanità! vede me! Non è insensibile! 

 

-         "il Padre vostro sa..." (Mt 6,8) E' un buon padre di famiglia: conosce le vere necessità dei figli e provvede, se gliene lasciano il tempo! 

 

-         il Padre manifesta i suoi «segreti» "ai piccoli e agli umili" (Luca 10,21). I dotti, coloro che si credono sapienti, non riescono ad avere rapporto d'amicizia e di intimità con lui. 

 

-         "il Padre mio è il vignaiolo"; (Gv 15,11ss) Le potature di Dio le riceviamo tramite persone e avvenimenti... ma sono potature che fanno bene a lungo termine! ("tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rom 8,28) 

 

-         il Padre "fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi"; (Mt 5,45) egli non smette di amare l'uomo che ne è ancora incapace! 

 

-         "un padre aveva due figli...": (Lc 15,11ss) egli sa solo amare e non accetta di essere padrone! 

 

-         "Padre nostro che sei nei cieli..."  (Mt 6,9) Di che cos'è degno il Padre? quali sono i doni per noi che riempiono le sue «mani»?

 

1. contemplazione: Padre,   nostro,   che sei nei cieli (= che sei nascosto, che sei ovunque, che sei superiore a noi, irraggiungibile…) 

2. mi rendo disponibile a compiere i suoi desideri:

per santificare il suo Nome,

per l’avvento del suo regno

per compiere la sua volontà

 

3. chiediamo quanto ci vuole donare:

Pane, quello per noi, per la Chiesa: Eucaristia, Spirito Santo

Perdono, per la Chiesa e dalla Chiesa.

Protezione, dalla tentazione della Chiesa, la divisione, e liberazione dagli artigli del leone: «strappaci dal maligno»!

 

  

1. Quando penso a Dio a cosa penso prima di tutto?

a Dio padrone, a Dio Amore, amico degli uomini?

 

2. Quale aspetto della paternità di Dio mi ha colpito?

 

3. Mi ricordo qualche esperienza che si riferisce a ciò che ho sentito del Padre? 

 

-         SALMO 139,1-18 



3.

FIGLIO

 

Figlio è colui che ha ricevuto la vita, (in quanto l'ha ricevuta). Quando un uomo nasce, nasce come «figlio” e dipende ancora in tutto per molti anni, perché la vita non è un dono dato da gestire in proprio in completa indipendenza, ma è un dono che viene sempre continuamente dato!

 

Gesù è il Figlio, vive da figlio e rimane sempre "Figlio", anche ora che siede alla destra del Padre! Egli vive cioè come uno che riceve e vuol ricevere sempre la vita, non vuole possederla indipendentemente!

 

Dio Padre è colui che si dona... Il Dono che esce da Lui è Amore, Amore generato: noi lo chiamiamo «Figlio». E questo Figlio/Amore, per volere del Padre, che desidera coinvolgere l'umanità nel suo essere, diventa carne/uomo! L'uomo Gesù porta in sé la Pienezza dell'amore divino, la "Pienezza della divinità". (Colossesi 2,9)


I Giudei ritenevano bestemmia il fatto che Gesù si dicesse Figlio di Dio: essi temevano che Gesù si mettesse al posto del Padre: timore giustificato, se Dio fosse «padrone»: ma Gesù si ritiene Figlio del Dio Amore, e nell'amore non c'è timore di un'imitazione indebita! Il Padre non ha nulla da temere se il Figlio lo imita nell'amare!

 

"Il figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal padre; quello che egli fa, anche il figlio lo fa." (Giovanni 5,19)

 

"Il Padre mio opera sempre e anch'io opero." (5,17)

 

"Tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi." (15,15)

 

"Come mi ha insegnato il Padre così io parlo." (8,28)

 

"Il Padre è in me e io nel Padre."   (10,38)

 

"Chi vede me vede colui che mi ha mandato." (12,45)

...tanto è forte la sua obbedienza! 

 

Crescita nell’amore:

 

A) Bambino   "troverete un bambino" (Lc 2,12)

chi cerca Dio, trova un bambino!

- non occorre cambiarsi i vestiti! il bambino non si accorge!

- il bambino non apprezza l'oro più della paglia: che dono gli farai?

- il bambino non dà nulla: se vai da lui, andrai senza attenderti nulla!

DEVI AMARLO "GRATIS"!

Così Egli ti dà modo di assomigliare al Padre (che ama gratuitamente!).

- il bambino non si accorge della differenza tra la carezza del giusto e quella del peccatore! (nuovo concetto di santo e giusto: non chi «fa il bene» è santo e giusto, ma chi ama Gesù; né chi fa il male è ingiusto e peccatore, ma chi non ama Gesù! 

 

B) a lui i doni: (Mt 2,11)

 

oro: la ricchezza nelle sue mani diviene strumento d'amore, non più di violenza, prepotenza, morte!   (Povertà)

 

incenso: la gloria: gli uomini cercano gloria opprimendo e sfruttando gli altri...

          A Gesù la gloria, facendo quello che Egli dice! (Obbedienza)

 

mirra: chi deve rimanere sempre nel mondo? io? devo io occupare il cuore degli uomini? farmi un nome che duri nei secoli? Solo Gesù è degno di occupare i cuori, perché il suo è l'unico nome che unisce e dà pace! (castità

 

La prova 

 

C) deserto: «se sei figlio di Dio...»                 (Mt 4,1)

dato che sei..., fa’ da solo! arrangiati!

 

Dio visto come padrone, non più come padre: il figlio del padrone fa quello che vuole. Gesù invece: "dato che sono figlio, rimango figlio, sto in ascolto del Padre; dato che sono figlio, il Padre mi ama, non dubito del suo amore, continuo ad ubbidirgli."

 

"Dì che queste pietre diventino pani": trasforma le realtà materiali a vantaggio dell'uomo. Sì, ma senza ascolto della parola dell'Amore il lavoro diventa sfruttamento ecologico e oppressione degli altri e dei popoli. Ogni occupazione, anche la più santa, va vissuta nell'ascolto della Parola di Dio!

 

"Gettati giù": senza ascolto del Padre la religione diventa sfruttamento dei poteri di Dio (magia), o piegare la sua parola a proprio vantaggio (fariseismo)!

 

"Tutti questi regni ti darò se...": la politica in mano a Satana, se non c'è ascolto del Padre!

            E diventa violenza, dominio, invece di servizio.

 

Gesù ha dato il pane ai cinquemila...

Ha fatto alzare il paralitico...

È stato seguito dalle folle...

 

Gesù, tu sei il pane della vita!

Tu sei guarigione e perdono, sei vero Figlio del Padre!

Sei tu il vero re dei cuori e dell’universo!

 

4.

Figlio 2

 

Ascolto e decisione 

 

D) Marta e Maria: Lc 10,38

 

Io padrone della mia casa...

Gesù signore della mia vita!

 

amare i propri programmi o

amare le persone?

 

amare la propria bella figura o

stare in ascolto disponibile?

 

pregare come i pagani: «dammi...»

o pregare come Gesù: "Eccomi!"

 

vivere pretendendo o

vivere offrendosi? 

 

 

E) Il vaso di profumo: (Gv 12,1;  Mc 14,3)

 

spezzato, per versare il profumo su Gesù!

Il profumo liberato dalla corruzione, dalla schiavitù del peccato! (Rom 8)

Non più a me l'attenzione degli uomini, ma a Lui! Tutti guardino a te, Gesù! 

 

Comunione 

 

F) "Se non ti laverò non avrai parte con me" Gv 13

 

lasciarsi amare è il primo amore!

apprezzare l'amore dell'altro,

accettare che l'altro soffra per me,

ammettere d'essere peccatore

e di essere quindi di peso agli altri

 

Fonte di comunione è l'amore che si lascia amare!

È la prima parte del comandamento nuovo! 

 

 

G) Il ladrone: (Lc 23,42)

 

chi ama Gesù non vede più la propria morte come una disgrazia!

chi ama Gesù riesce a soffrire e ad ammettere la propria colpa.

Il mondo è diviso in due: chi ama Gesù e chi non lo ama! 

 


PER LA RIFLESSIONE:

 

- quale aspetto della vita di Gesù {tra quelli esposti} ti colpisce? 

- hai esperienza dell'esser figlio? 

- riesci a vedere l'obbedire come amore? oppure vivi l’obbedienza come costrizione?

‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑‑  

 

-Signore Gesù Cristo, figlio del Padre, noi godiamo per la tua vita:

+ ti contempliamo bambino, e impariamo ad amare gratuitamente!

 

- Siamo contenti di poterti amare, benché peccatori,

+ tu ci accogli e ci giustifichi, poiché ti amiamo.

 

- Tu sei il figlio contento di avere un Padre fedele e gli doni fiducia completa;

+ per questo ti benediciamo e ti scegliamo come Signore!

 

- Abbi pietà di noi, del nostro orgoglio, della nostra suscettibilità e indipendenza:

+ salvaci dalle nostre paure e pudori reciproci,

 

- donaci il tuo Spirito di figlio

+ perché sperimentiamo l'amore continuo del Padre, la sua fedeltà, la sua Presenza.

 


5. 

SPIRITO SANTO  

A.

 

Lo chiamiamo "terza persona": è «terza» non come definizione aritmetica, ma come relazione esistente tra due altre Persone! E' relazione di amore tra Padre e Figlio:  amore così... bello, che lo possiamo desiderare, volere, amare!

 

Esempio: il cero, formato da cera e da stoppino: se questi due elementi rimangono statici, la candela non serve, non significa nulla..., se invece cera e stoppino si... donano reciprocamente, si consumano per accogliersi, allora ecco la terza realtà, la fiamma, realtà che dà un significato pieno alle altre due, che si comunica all'esterno dando luce e calore!

 

E' sempre terza Persona: in Dio

tra noi e Dio

tra noi e gli altri!

Importanza della nostra relazione d'amore con Dio, e con gli altri, per essere nello Spirito Santo! 

 


L’intelligenza spirituale. 

B.  

SIGNIFICATO DEI TERMINI:

 

SPIRITO: ebraico: «ruah», greco: «pneuma», dialetto: «aria»! «vento leggero», «soffio», qualcosa che muove le facoltà della nostra anima e del nostro corpo:

 

per es. ...la rabbia: un soffio interiore che muove la memoria a ricordare i torti, l'intelligenza a meditare il male, l'affettività a odiare, la volontà a... darle!

altro es. ...la bontà: soffio interiore che muove la memoria a ricordare i benefici, l'intelligenza a trovare favori, l'affettività ad amare...ecc...

 

Lunga serie di "arie", positive e negative: ironia, invidia, orgoglio, impurità, critica, accusa, superficialità,...

semplicità, mitezza, umiltà, pazienza, fedeltà, adorazione, serietà, ...

  

  

SANTO: sta al di sopra della terra, al di fuori di essa.

 

Mi arrabbio perché piove? allora sono dipendente da ciò che avviene sulla terra!

So stare in pace ugualmente perché Dio mi ama?  non dipendo dalla terra!

Me la prendo perché uno mi ha ingiuriato? allora sono dipendente dalla terra!

Sto in pace ugualmente e continuo ad amare perché Dio continua ad amare giusti ed empi? allora dipendo dal Cielo! sono santo!

Mt 5,45

______________________________

  

C. 

 

Spirito del Padre:  spirito paterno

ama per primo   Gv 3,16 - Gv 3,35 - Gv 5,29

 

Spirito del Figlio: spirito filiale

ama obbedendo Gv 5,19 - 8,28-29

 

Spirito Santo...  : spirito fraterno,

amicale, sponsale           Gv 14,15.26 - Gv 15,26

collabora per amare insieme altre persone! 



6.

Spirito Santo 

D. 

 

DIO vuol donare lo Spirito Santo: cf Ez 36: “Metterò dentro di voi…”

“Alitò su di loro lo Spirito Santo” Gv 20… 

 

Cosa succede quando l'uomo lo riceve?

1 Cor 7,29-31

cambiano le relazioni:

 

con le persone:

"chi ha moglie come non l'avesse!"

non saranno gli affetti umani a condizionare il tuo rapporto con Dio

 

con le cose:

"chi compra come non possedesse!"

non dipenderai da ciò che possiedi…

 

con se stessi:

"chi piange come non piangesse"

"chi gode come non godesse!"

c’è sempre un motivo più valido per essere nella pace e nella gioia: l’amore del Padre 


 

Lo Spirito convince il mondo (Gv 16,8ss)

 

quanto al peccato  (Rom 14,23) -l’incredulità del mondo

 

alla giustizia     Gesù l’unico giusto

 

al giudizio (Ef 6,12; 2Cor 10,3)         l’accusatore dei fratelli è stato precipitato, e solo lui!

 

 

Paràclito

 

consolatore? Difensore? Esortatore? Suggeritore? 

 

Vi insegnerà. Vi ricorderà. Vi guiderà, Mi glorificherà, intercede… ecc... (Gv 14,26; 16,13…) 

 

Spirito di verità… (chi vede me…)


IMMAGINI DELLO SPIRITO

 

COLOMBA    (Mt 4,16)

vola al di sopra di tutto...

 

presente alla creazione: l'uomo vero è Gesù; (Gen 1,2)

mandata da Noè: vera vita c'è con Gesù; (Gen 8,11)

usata per i sacrifici: perdono di Dio e comunione con lui da Gesù!

simbolo del popolo eletto: il vero popolo è quello che inizia con Gesù!

 

VENTO    (Gv 3,8)

non lo afferri!

fa un nuovo ordine nei valori della vita!

 

LINGUA   (Atti 2,3; 4,25)

lo Spirito Santo comunica le cose di Dio. Per ricevere comunione con Dio è necessario ascoltare con Spirito Santo e non solo con intelligenza. (1Corinti 2,10)

 

FUOCO  (Atti 2,3)

illumina: dà senso alle cose e ai fatti

riscalda: fa godere la comunione

purifica: elimina il ricordo e l'effetto del peccato!

 

ACQUA VIVA  (Giovanni 7,37-39)

è trasparente, fresca, pulita, benché arrivi un po' alla volta: e devi quindi fidarti!

 

NUBE  (Luca 1,35;  Esodo 40,36-38)

indica la strada al popolo mentre ne nasconde la méta! necessaria la fede!

 

TERREMOTO  (Atti 4,1;    1Corinzi 4,12)

nuove reazioni agli avvenimenti di sofferenza!

 

Maria, piena di grazia...  icona dello Spirito Santo!

 

 

TRINITÀ 

 

Dio è amore

Amore è comunione

Dio è Trinità 

 

Padre, Figlio, Spirito Santo

Santissima Trinità

Abbi pietà di noi!

Santissima Trinità

Glorificati in noi!

Santissima Trinità

Manifestati nella nostra unità!

Tu ci accogli in te,

tu abiti in noi,

tu ci innalzi nella tua luce,

ci inondi con la tua pace,

ci abbracci nel tuo amore.

Gloriosissima Tri-unità:

eccomi

 

TRINITÀ

(Icona)

Il monaco Andrej Rublev sa che Dio nessuno l'ha mai visto. Sa però che Gesù ci ha manifestato tutto della vita di Dio Padre, Figlio, Spirito Santo.

Dopo aver meditato il Vangelo e pregato a lungo, Andrej cerca di tradurre in pittura quanto ha udito: vuole scrivercelo con i colori e con i gesti dei tre Angeli che hanno visitato Abramo! Tutti e tre portano una veste di color azzurro, il colore del cielo, della Divinità. Nel vestito del Padre (angelo di sinistra) il color azzurro è nascosto: Dio Padre nessuno l'ha mai visto, se non tramite la bellezza e la sapienza della sua creazione (manto rosa).

Il Figlio è uomo (tunica rosso sangue); ha ricevuto ogni potere dal Padre (stola gialla) e si è manifestato come Dio attraverso le sue opere (mantello blu). Tutti abbiamo visto la sua Divinità: «chi vede Me, vede il Padre!». Lo Spirito Santo (angelo di destra) è Dio e dà la vita (il verde, colore delle cose vive). La vita di amicizia con Dio ci viene da Lui.

Dal Padre ha origine ogni cosa (posizione eretta). Egli chiama il Figlio indicandogli con mano benedicente la coppa al centro. Il Figlio comprende la volontà del Padre - farsi cibo e bevanda degli uomini - e l'accetta (china il capo e benedice la coppa) - «mio cibo è compiere la volontà del Padre» - chiedendo (col movimento del braccio destro) l'assistenza allo Spirito Consolatore. Questi accoglie la Volontà del Padre per il Figlio (mano posata sul tavolo) e col suo piegarsi riporta la nostra attenzione al Figlio e al Padre: vuole metterci obbedienti davanti a Gesù (« nessuno può dire "Gesù è Signore" se non per opera dello Spirito Santo ») e abbandonati e fiduciosi davanti al Padre (« lo Spirito grida nei nostri cuori: Abbà, Padre! ).

C'è posto anche per me in questo circolo d'amore delle Tre Persone: davanti c'è spazio perché io possa partecipare al colloquio intimo e segreto, gioioso e impegnativo: è lo spazio del martiri (finestrella dell'altare), di chi dà la vita. Il mio posto ha la forma di calice (lo spazio libero tra i due angeli di destra e sinistra).

Il Padre chiede anche a me se voglio mangiare e bere alla sua mensa e offrire la mia vita insieme a Gesù come cibo e bevanda per gli uomini; e lo Spirito, se accetto, mi fa entrare nei riposo di chi è finalmente alla soglia della casa del Padre!

Gv 1,18; 6,46  

Gen 18 

Sap 13,4   

Rm 1,20    

Mt 28,18  

Gv 5,36; 14,11

Col 2,9; Gv14,9

Gv  7,38; Rm 8,1

Gv  20,22; 6,63 

1Cor3,6

Eb 5,5b; 10,9

Gv 6,38; 4,34

15,26; 16,7

14,26    

1Cor 12,3 Gal 4,6    

Gv 17,11s

21.23     

Col 3,3  Gv 15,27  

Rm 12,1  
Mt 20,22s

Col 3,16

Gv 20,21

Cor l2,6  

Ebr 4,3.11

  

TRINITÀ di Andrej. Rublev, Mosca, 1411 

L'icona del monaco S. Andrej ci ha guidato nel contemplare qualcosa della luce con cui la conoscenza di Dio Trinità ci abbaglia.

Ti propongo ora tre esercizi e una conclusione, affinché non sia vano il tuo aver letto e contemplato e goduto durante questo momento di riflessione sulla SS. Trinità.

1) Cerca un luogo tranquillo, senza rumori nè distrazioni per gli occhi.

Immedesimati nel cuore del Padre e sussurra il nome del Figlio, come per chiamarlo. Egli è bambino e dev'essere svegliato, Egli è in croce e dev'essere consolato. Pronuncia il suo Nome adagio per alcuni minuti, al ritmo del respiro: Gesù... Gesù... Gesù...

Poi per altrettanti minuti immedesimati nel Figlio per rispondere:

Abbà,... Papà... eccomi... eccomi... abbà... io vengo...per fare, o Dio, la tua volontà!...

A cosa serve? A non restare "ascoltatore smemorato" che "illude sé stesso".  Serve a partecipare, con la semplicità del bambino, al primo e facile dialogo dell'Amore eterno.

 

2) Prova - sempre stando in un luogo silenzioso - a metterti in ascolto, come origliando, delle parole che scorrono tra Padre e Figlio e Spirito.

Cosa sta dicendo il Padre a Gesù per me? Quale risposta dà il Figlio? Quali proposte vengono dallo Spirito? Come le accoglie il Padre?

E' un esercizio che ti abitua ad ascoltare il silenzio. Il silenzio alla presenza di Dio è grembo di madre che genera le parole dell'amore vero ed eterno, genera vita d'amore santo e puro.

 

3) Ed ecco, puoi ora esaminare il tuo modo di vivere in famiglia, in comunità, in parrocchia. Quali dei tuoi atteggiamenti ripropongono quelli che contempli nei tre angeli? Quanto è penetrato nel tuo modo di vivere insieme agli altri lo stile di vita trinitario: l'amore che dà fiducia, l'amore che ubbidisce, l'amore che si offre, l'amore che non si lamenta di nulla perché cerca solo di offrire sé stesso? Gesù dice al Padre: "Padre Santo, custodisci nel tuo Nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi". E ancora: "E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me."

Troverai qualche pista nuova per un cambiamento o perfezionamento dei rapporti umani, affinché il tuo modo di vivere in famiglia, parrocchia e paese, possa aiutare queste realtà ad essere specchio della comunione trinitaria.

 

Ed ora la conclusione.

Scrivi su un foglio gli aspetti positivi, il valore immenso che ha per Dio e per gli uomini il vivere una vita come quella che ti hanno mostrato i tre Angeli.

Su un secondo foglio scrivi che cosa e quanto costerebbe a te una

simile vita: che cosa rinunciare, che atteggiamenti cambiare...

Alla fine decidi: sì? no? Voglio mettere i piedi in quel piccolo spazio dalla forma di calice? Voglio entrare e immergermi nel grande calice con Gesù per diventare con Lui una sola bevanda d'amore divino per dissetare l'arsura del mondo?

 

8. 

GLORIA

 

E' la preghiera che dico con le labbra, ma è gradita a Dio quando è espressa nella vita!

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo!

 

Il termine "gloria", in ebraico, contiene il significato di peso. Dar gloria è perciò dar peso, dar importanza assoluta.

La parola "gloria" nella Sacra Scrittura è abbinata spesso alla nube che riempie il tempio e che rivela la presenza di Dio: una nube occupa tutto lo spazio, compenetra i vestiti ed entra nei polmoni di chi ne venisse avvolto.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo: alle tre Persone divine peso e spazio!

Dio è degno di tutta l'importanza ed è degno di occupare tutto lo spazio della mia vita, interno ed esterno, interiore ed esteriore: spirito, anima e corpo, il mio tempo e i miei pensieri, le mie intenzioni e la mia casa, le strade e i luoghi di lavoro!

 

La mia preghiera - Gloria - diventa vera preghiera, perciò, non quando ne pronuncio o ne canto con cura le parole, 

- ma quando do peso e spazio all'amore del Padre, amando per primo e perdonando i nemici e prendendo iniziative d'amore; 

- quando do peso e spazio in me all'amore del Figlio, obbedendo alle richieste di servizio che Dio mi propone attraverso altre persone; 

- quando collaboro come amico e fratello con lo Spirito d'amore nella Chiesa sposa!

 

Gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, come era in principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. AMEN.


Segno di croce

 

NEL NOME DEL PADRE,

DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO

 

Il segno di croce che facciamo spesso su di noi è un costante ricordo del nostro battesimo.

Con questo gesto e con le parole che lo accompagnano mi ricordo

che sono costantemente immerso nel Nome, del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo,

che la mia vita vive in Dio, che io sono dentro il suo 'Nome'. Io vivo battezzato, cioè immerso, dentro ciò che il 'nome' significa.

Vivo dentro l'amore del Padre, dentro l’amore del Figlio, dentro l'amore dello Spirito Santo. "Hai fatto dell'Altissimo la tua dimora!” (Sal 90). Chi si avvicina a me potrà riscontrare qualcosa dell'amore paterno di Dio, del suo amore filiale, del suo amore sponsale.

 

La nostra vita è bagnata, anzi, inzuppata come spugna da quel triplice amore divino che è

amore di Padre: un amore che ama per primo, senza cercare ricompense e gratificazioni! È un amore casto, purificato dall’egoismo!

amore di Figlio: un amore che non fa di testa propria, ma dipende, è attento ai desideri del Padre e ai bisogni degli altri: un amore obbediente

amore di Spirito Santo: un amore libero da interessi, dalle cose: un amore povero. Un amore libero dai peccati, che sa amare i nemici, che non si ferma davanti a coloro che fanno dei torti. È amore fraterno e sponsale, che considera tutti come fratelli, e Dio come sposo. 

 

Quando faccio il segno di croce prima di pregare, prima di mangiare, prima di lavorare, prima di un viaggio ecc., voglio far memoria che la mia vita vera è quella che si svolge nel cuore di Dio, che la cosa più importante è l'amore divino che si manifesta ed è contenuto in tutte queste azioni.

Con le parole 'nel nome del Padre’ faccio memoria a me stesso che sono avvolto, circondato da un amore di Padre, dall'amore di Gesù Figlio, dall’amore che è Spirito Santo.

Quest'amore è inoltre il mio nutrimento:

io ricevo forza e gioia dal sapere d'essere amato così.

Il mio cuore si muove animato da quello stesso triplice amore quando programmo un atto d'amore, un atto d’obbedienza, un atto di pazienza.

Io divento portatore di quell'amore che ho ricevuto: mio compito, mia missione è avvolgere tutte le cose e tutte le persone con quel triplice amore, di cui sono diventato diffusore.

Col gesto che la mia mano traccia sul mio corpo, un segno di croce appunto, indico un'altra dimensione:

quant’è costato a Dio amarmi di amore paterno, filiale e sponsale? Gli è costato la croce di Gesù. Gesù che muore è il segno più grande dell'amore divino.

E a me che cosa costa lasciarmi amare, e diffondere attorno a me l'amore divino? Mi costa la croce, mi costa morire a me stesso, ai miei gusti, alle mie convinzioni, fino a poter dire: “Non sono più io che vivo, Cristo Gesù vive in me”.

 

Traccio la croce su di me, sul mio corpo, a significare che il mio io è morto, non ha più nulla da pretendere e più nulla da volere, perché ora la vita che voglio vivere è quella di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

Questo gesto diventa espressione di fede e di amore e perciò anche difesa da ogni tentazione che contiene incredulità ed egoismo.

Nel momento della tentazione faccio il segno della croce perché non voglio esser staccato da quell’amore da cui viene e da cui è riempita la mia vita.

 

Nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo! 

  

CERTIFICATO DI BATTESIMO

Io sono stato battezzato nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Quale significato hanno queste parole? Sono stato immerso, e lo sono ancora, nel Nome... cioè nella Vita, nell'Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Io sono come una spugna imbevuta dell'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Provo a scrivere il mio certificato di Battesimo!
- Sono battezzato nel Nome del Padre:

Io ... sono immerso nell'amore paterno di Dio.

Egli mi ha amato per primo. Mi ha fatto conoscere il Figlio e mi ha dato comunione con Lui, mi ha circondato dell'amore degli uomini, mi ha perdonato tante volte senza tenerne il conto. In me c'è il suo amore paterno. Anch'io sono divenuto capace di amare per primo, di occuparmi delle necessità degli altri e di offrirmi, di sacrificarmi gratuitamente per loro. Sono capace di perdonare: l'ho già fatto da bambino e da adulto. Non ho contato quante volte l'ho fatto. In me c'è l'amore del Padre.

- Sono battezzato nel Nome del Figlio:

Io ... sono immerso nel Nome del Figlio. Gesù è morto per me, per provocare in me una risposta d'amore e salvarmi così dall'egoismo che mi ripiegherebbe su me stesso. Gesù è il Figlio che accoglie la volontà del Padre e la fa propria. In me c'è amore di figlio. Trovo in me la capacità di dire 'sì' a chi mi chiede un servizio, a chi mi chiede di offrire tempo ed energie. Sono capace di rispondere: "eccomi", accogliendo iniziative degli altri, obbediente ai progetti d'amore che Dio Padre ispira loro.

C'è in me l'amore filiale.

- Sono battezzato nel Nome dello Spirito Santo:

Io ... sono immerso nel Nome dello Spirito Santo. Da Lui sono aggregato a vivere la comunione nella Chiesa. Da Lui ricevo gioia nello stare insieme ai fratelli di Gesù. Posso mettermi al loro fianco per amare insieme a loro, per collaborare in progetti d'amore per altre persone, altri gruppi, altri popoli.

In me c'è amore fraterno, o sponsale: amore che si unisce, talora soffrendo, ad un altro amore per divenire famiglia che accoglie, che dona un amore più grande, più completo, perché realizzato da vari carismi e da servizi diversi. Sono capace di vivere da fratello e da sposa nella Chiesa-Sposa: il mio amore, solamente se unito a quello degli altri credenti, diventa fecondo!

Ecco il certificato del mio Battesimo, celebrato come Rito sacro molti anni fa, ma tuttora valido e operante.     -     Qui, oggi.

-  Nome ... Cognome...     …..